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SBK, Migliorati: STK 600, serbatoio di talenti

"Con Morbidelli e Nocco missione compiuta. Voglio togliere pressione ai giovani"

La Superstock 600 è la classe che lo scorso anno ha dato le maggiori soddisfazioni al Team Italia, con i suoi due piloti, Morbidelli e Nocco rispettivamente campione e vicecampione della serie. “Riuscire a migliorare un simile risultato non sarà per niente facile”, dice soddisfatto Cristiano Migliorati, anche lui alla Scuola dello Sport del Coni con i nuovi acquisti Andrea Tucci e Mauro Faccani. “E’ stata una stagione perfetta – racconta il Direttore Sportivo – Per come è stato svolto il lavoro, indipendentemente dal risultato finale. Devo ringraziare il team Puccetti, che cura le parte tecnica, spero che la nostra collaborazione continui a lungo”.

Quest’anno però si rinizia da capo, con due nuovi piloti.

Voltiamo pagina e lo facciamo con due scelte mirate. Tucci è il campione italiano Superstock, mentre Faccani correva in Supersport. Per Mauro abbiamo deciso una ‘retrocessione’ nella Stock, sicuri che si adatterà facilmente alla moto e potrà concretizzare il suo talento in ambito internazionale. Confido nelle doti di entrambi e non solo in quelle di guida, vogliamo che siano i rappresentanti di un motociclismo sano ed educato”.

Qual è la cosa più importante da insegnare a chi si affaccia alla ribalta internazionale?

Il problema più grande per chi entra in questo campionato è che viene proiettato in un ambiente che fino a pochi mesi prima vedeva solo in tv. Entra per la prima volta in circuiti mitici, incontra nel paddock campioni del mondo e personaggi importanti del motociclismo. Questo porta a mettersi, inutilmente, molta pressione sulle spalle da soli”.

Qual è la soluzione?

Puntare più sulla crescita che sul risultato. Non mi interessa un pilota che vince la prima gara e poi ‘scompare’, preferisco arrivi 14° al debutto ma poi vinca l’ultima gara. Questo dimostra una crescita. Il nostro obiettivo è traghettare i giovani verso il mondiale e valorizzarli. Con Morbidelli e Nocco ce l’abbiamo fatta e quest’anno correranno entrambi in team di punta della Moto2”.

La Superstock 600 si sta dimostrando una buona fucina di talenti.

Non ho mai avuto dubbi in tal senso, penso che sia una bella scuola e un serbatoio importante a cui attingere. In questa categoria le moto, marca a parte, sono tutte praticamente allo stesso livello. Questo obbliga il pilota a metterci impegno e dedizione, non può contare su un vantaggio tecnico rispetto agli avversari. Inoltre i giovani incominciano a confrontarsi con meccanici e tecnici di esperienza, una lezione che porteranno con sé anche in futuro”.

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