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MotoGP, Amarcord: io, Rossi e Valentino

Una grande intervista storica alla vigilia del primo titolo mondiale della 500

Non era ancora il Fenomeno, né Sua Velocità, ma aveva pur sempre vinto due mondiali, nel 1997 e 1999, in 125 e 250, eppure la grande stampa si era già accorta di lui e andava ad intervistarlo.

Si avviava a diventare, Valentino Rossi - di lui parliamo - il primo pilota di F.1 a correre in moto.

E' una battuta, ovviamente, ma all'epoca, passato in 500, il pesarese non si comportava come gli altri piloti. Si avviava a diventare come i cugini dell'automobilismo. Più organizzato, meno disposto a fermarsi a parlare con tutti nel paddock.

Per questo il collega Dario Torromeo del Corriere dello Sport andò a trovarlo all'inizio di quel mondiale che sarebbe poi divenuto epico per gli scontri con Max Biaggi. Ricordate il gomito di Suzuka? Beh, è quello l'anno.

E questo il ritratto che ne fece nel suo BLOG. Se amate lo sport, andateci spesso, perché merita.


di Dario Torromeo


Valentino Rossi a Phillip Island con un numero 1 posticcio dopo il titoloEra il 2001. La diciassettenne Erika De Nardo, con la complicità del fidanzato Omar, uccideva a Novi Ligure la mamma e il fratellino. L’euro non aveva ancora preso il posto della lira. Assieme all’amico e collega Paolo Scalera viaggiavamo per l’Italia, volevamo capire meglio chi fossero quei ragazzi che stavano entusiasmando il mondo in sella ad una moto. Ho ritrovato una di quelle interviste. Mi sembra che conservi ancora sufficienti elementi di interesse. Si parla anche di Erika, ma soprattutto si parla di donne e di motori. Il ragazzo che intervisto di cognome fa Rossi, tutto il mondo lo conosce con il nome di battesimo.


VALENTINO è alto e magro, con due gambe lunghe lunghe che fatica a contenere sotto il tavolo. E’ felice solo quando sta su una moto o fa l’alba parlando di sport e ragazze con gli amici.

Quando incontra un giornalista fatica a sorridere.

Soffri o ti annoi?

"Le interviste sono la cosa peggiore. Rappresentano il lavoro, la moto invece è il divertimento. Ma non sono certo come Eminem che con i giornalisti non parla"

Ti piace Eminem?

"Sì, anche se non sono un patito del rap, anche se lui è troppo al limite"

Cosa altro ti piace?

"Tirare tardi la notte con gli amici"

Hai seguito le cronache sulla tragedia di Novi Ligure?

"Penso che quei ragazzi abbiano gravissimi problemi, a prescindere dal rapporto coi genitori. Se non vai d’accordo con loro, scappi di casa, non usi il coltello. Non riesco neppure a immaginare come uno riesca solo a pensare di uccidere la mamma. E’ stato comunque un drammatico segnale che ha riportato allo scoperto il problema dei rapporti tra figli e genitori. C’è un’età in cui un ragazzo è contro per partito preso. I genitori dovrebbero fare qualche sforzo in più per entrare nel nostro mondo. Noi vediamo la vita in modo diverso, loro dovrebbero cercare di capire come la vediamo"

Gli psicologici affermano che i genitori di oggi dovrebbero imparare a dire più spesso “no” ai propri figli.

"Non sono d’accordo, ma io non sono uno psicologo"

In moto hai mai paura?

"Quando corro sono consapevole di fare una cosa molto pericolosa. Come tutti, credo, ho paura di cadere e di farmi male"

Moto e macchina. Puoi spiegarci, da pilota, la grande differenza?

"Premetto che guidare l’auto mi piace molto: da strada, da rally, qualunque macchina. In moto però sei un’appendice del mezzo, una cosa funzionale per lo spostamento dei pesi, le posizioni. In auto sei uno fermo che la sta guidando. In moto sei fuori, più a contatto con l’asfalto, la temperatura, con il vento, con la pista. La moto ti regala mille emozioni in più e poi non è solo un mezzo. Con lei c’è una relazione molto profonda. Quando stai facendo il tuo lavoro, sei solo tu e lei. C’è un rapporto forte come fra due persone che conoscono gli stessi segreti. La 500 è una cosa nervosa, come una ragazza bella ma scontrosa: se le dai più confidenza del dovuto, non ti perdona"

E’ vero che parli con la moto?

"Certo. Le dico “grazie” dopo una vittoria, “bastarda” dopo una scivolata. Ma non è che la sera, prima di andare a dormire, le telefono"

Quando dormi, cosa sogni?

"Quasi sempre di andare con delle ragazze, oppure mi sogno l’aereo perchè ho paura. L’anno scorso, durante il volo da Miami a Tokyo, c’è stato un terribile vuoto d’aria. Da allora mi porto dietro una grande paura"

Come va con le ragazze?

"Attualmente sto da solo. Diciamo che con loro ho un rapporto buono. Girando il mondo hai mille possibilità di conoscere splendide figliole, ma è difficile mettere su un rapporto serio. Difficile, ma non impossibile. Credo sia più complicato mettere su famiglia con un milione e ottocentomila lire al mese di stipendio"

E tu hai idea di mettere su famiglia?

"Non ce l’ho ancora nella testa. Ci ho pensato, ma non è nei miei programmi almeno per i prossimi dieci anni. Ci ho pensato e sono piuttosto preoccupato. Credo sia difficile, io sono sempre stato abituato a non avere nessun vincolo. I miei genitori fin da piccolo mi hanno dato molta libertà. Formare una famiglia, significa stare con una donna, avere degli obblighi. E comunque sappiamo tutti come sono le donne: ti fanno fare delle cose per forza, anche se non servono a niente. Questo mi preoccupa un po’, anche se non è uno dei miei primi problemi"

Cosa c’è in testa alla lista?

"Vincere il mondiale"

Leggete il resto dell'intervista (molto lunga) cliccando QUI. Non ve ne pentirete.


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