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SBK, L'Italia punta su Melandri e Giugliano

Aprilia e Ducati all'assalto del titolo SBK con l'incognita MV e Corti

Come sempre il mondiale Superbike partirà in vantaggio rispetto al motomondiale: il 23 febbraio in Australia. Si correrà su 14 Gran Premi con due tappe in Italia, a Imola (l'11 maggio) ed a Misano (il 22 giugno). Per la prima volta non si correrà a Monza, ma gli italiani avranno maggiori probabilità di vedersi regalare un titolo iridato rispetto alle tre classi tradizionali, MotoGP, Moto2 e Moto3 grazie all'impegno diretto di Aprilia, Ducati e MV Agusta.

TRE CASE ITALIANE IN SBK - Nonostante l'impegno del miliardario russo Alexander Yakhnich non pensiamo però ci si debba attendere troppo dalla casa di Cascina Costa, vista la gioventù del progetto, ma Claudio Corti è un buon pilota e si potrebbe anche pensare ad una stagione in crescendo. Al contrario dalla casa di Noale e da quella di Borgo Panigale è lecito aspettarsi che lottino per il titolo.

Lo farà sicuramente l'Aprilia, che schiera Marco Melandri e Sylvain Guintoli e ci proverà la Ducati con una squadra ricostruita che potrà contare su Davide Giugliano e Chaz Davies.

Sono proprio Marco e Davide le nostre due punte nel 2014 e se al più giovane dei due manca ancora una vittoria per consacrarsi come talento emergente, Melandri al contrario avrà la terza palla goal della sua ancor giovane carriera in SBK.

IL NEMICO E' IN CASA - Per entrambi, comunque, non sarà da sottovalutare il confronto con il compagno di squadra, perché se è vero che Guintoli quest'anno è stato largamente inferiore a Laverty (1 vittoria a 9) è altresì innegabile che si tratta di un pilota affidabile. Affidabilità che, invece, finora è mancata (anche a causa di frequenti problemi fisici) proprio a Marco.

D'altro canto a Giugliano, bravo nella sua unica stagione in sella all'Aprilia-Althea, toccherà invece un esperto pilota come Davies, già vincente su BMW e Aprilia.

LE DEBOLEZZE DI APRILIA E DUCATI - E' vero però che sia Marco Melandri che Davide Giugliano nulla potranno se le rispettive case non riusciranno nel 2014 ad eliminare le debolezze che nel 2013 gli sono costate il mondiale.

Sulla carta all'Aprilia non manca nulla…Gigi Dall'Igna a parte. Il suo sostituto, Romano Albesiano, la cui esperienza agonistica affonda le radici ai tempi della Cagiva, sarà però chiamato ben presto a decisioni importanti sia per quanto riguarda la gestione tecnica che quella agonistica della squadra.

NUOVI EQUILIBRI - L'arrivo della Dorna nella gestione del campionato ha infatti stravolto gli equilibri tecnici in campo e Albesiano dovrà essere in grado di individuare da subito le soluzioni ottimali per far rendere al meglio la RSV-4, e nel contempo capire su chi, fra Marco e Guintoli, puntare fin da subito.

Più complessa, invece, è la situazione in Ducati. A rafforzare il lavoro di Ernesto Marinelli, confermato alla guida tecnica della squadra, è stato infatti chiamato Paolo Ciabatti, che dovrà dividersi con la MotoGP. Ma crediamo di non sbagliare se aggiungiamo che sarà sul primo campionato, più che sul secondo, che si dovrà concentrare. Anche perché Dall'Igna nella classe regina è un 'one man band', capace di sbrogliarsela da solo in qualsivoglia situazione.

VECCHI AVVERSARI - D'altro canto gli avversari saranno gli stessi di sempre. La Kawasaki con Tom Sykes sarà la più agguerrita, ma qualche sorpresa potrebbe arrivare sia dalla Suzuki, grazie all'arrivo di Eugene Laverty, o dalla Honda, che non si decide a giubilare la sua CBR e continua a lavorare sull'elettronica anche se la versione di serie ne è drammaticamente priva.

Uscita di scena la BMW (sarà presente solo nella EVO) dubitiamo che lo schieramento di partenza - 24 moto - sia in realtà più competitivo rispetto al passato. Il numero, infatti, non fa la qualità e l'arrivo della Buell guidata da Geoff May e Aaron Yates va classificata più come 'colore' che altro.

 

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