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SBK, Melandri: via Dall'Igna? è un nuovo ciclo

AUDIO. "L'importante è il Reparto Corse che non cambierà. La moto non la fa solo una persona"

Dopo Yamaha e BMW, il 2014 per Marco Melandri sarà l’anno dell’Aprilia, la stessa Casa con cui diventò campione del mondo in 250 nel 2002. Anche la stagione appena passata per il pilota di Ravenna non è stata facile. La moto dell’elica non è riuscita a fare il passo avanti che ci si aspettava e come se non bastasse si sono messi anche gli infortuni a complicare le cose. Un primo assaggio della RSV4, Melandri l’ha avuto già prima dello stop invernale, durante cui si è anche sottoposto a un’operazione alla caviglia. La festa natalizia organizzata da Nolan è sta l'occasione per fare il punto della situazione.

Marco, come stai fisicamente?

Abbastanza bene, sto recuperando la forma e sono nella tabella di marcia”.

Quali sono i tempi per il recupero?

Sto iniziando a caricare peso sulla caviglia e a lavorare sulla mobilità. Mi hanno ricostruito il legamento esterno e da gennaio potrò incominciare a fare esercivi anche per i movimenti laterali. All’inizio ci siamo concentrati sul drenaggio per eliminare il gonfiore e da una settimana sto facendo esercizi in acqua per la riabilitazione attiva. Da gennaio spero di potere iniziare ad allenarmi veramente”.

Poche vacanze, quindi.

Praticamente nulla, subito prima di Natale sarò in palestra e lo stesso i giorni successivi. Purtroppo ormai sono abituato, in 10 anni ne ho saltati pochi senza interventi”.

La tua storia ricorda quella di Pedrosa, anche la sua carriera è stata costellata dagli infortuni.

Abbiamo delle analogie, siamo simili sotto alcuni aspetti. Entrambi, spesso, abbiamo avuto infortuni non per colpa nostra. La cosa a volte più frustrante è quella, quando ti procuri delle lesioni per un tuo errore puoi fartene una ragione ma quando succede senza colpa pesa di più”.

La buona notizia è avere trovato una delle migliori moto del campionato. Come sono andati i primi test?

Sono contento di essere in Aprilia. La chiusura di BMW mi ha facilitato la scelta, era una strada che avevo già in mente di percorrere da inizio anno. Stavamo discutendo con Aprilia e tendevo verso di loro fortemente”.

Marco MelandriUna cosa è giudicare una moto dall’esterno, un'altra guidarla. Come ha trovato la RSV4?

Dall’esterno sembrano sempre tutte migliori della tua. Ho cercato di salire in sella senza pregiudizi e ho trovato una moto decisamente bilanciata per il mio stile di guida e le mie caratteristiche fisiche”.

Albesiano ci ha detto che sei già molto competitivo sul passo, ma che manca ancora qualcosa nel giro secco rispetto alla Kawasaki. Condividi questa sua analisi?

Assolutamente sì, sul passo vado bene e penso sia possibile ancora migliorare. Sul giro secco sicuramente non sono veloce, non lo sono stato nemmeno negli ultimi due anni e mi servirà esperienza per imparare. Penso sia una difficoltà più mia, devo riabituarmi alla gomma da tempo perché in precedenza dovevo guidare pensando al problema del chattering, non alla velocità pura”.

Qual è la differenza più grande fra Aprilia e BMW?

Appena sali in sella, il carattere del motore. Dallo screamer al bing bang la differenza di erogazione è notevole”.

Il punto di forza della RSV4?

La connessione tra tutto, motore, telaio ed elettronica lavorano benissimo insieme”.

Sei arrivato in Aprilia e Dall’Igna è andato via. Come hai reagito a questa notizia?

Il mio contratto l’ho firmato con Gigi e la settimana dopo ho saputo del suo cambio. La prima cosa che ho fatto è stato chiamarlo e gli ho chiesto un’unica cosa: se ci avesse svuotato il Reparto Corse. Non credo che oggi la moto la faccia una sola persona, la cosa fondamentale era che il Reparto Corse rimanesse quello attuale e così è stato. Questa è stata una garanzia. L’impatto esterno è stato più grande di quello interno all’azienda. Aprilia nelle corse era legata al nome di Dall’Igna, ha fatto un lavoro incredibile ma adesso inizia un altro ciclo. Anche quando andò via Witteveen sembrava impossibile sostituirlo, invece arrivò Gigi. Non sarà facile, ma c’è tutto quello che serve per lavorare come prima”.

Parti fra i favoriti per il titolo è una pressione positiva o negativa per te?

Quando hai il pacchetto per far bene e hai pressione, per me è uno stimolo. Quando invece sai di non potere raggiungere quel risultato, si trasforma in nervosismo. So che ci sono tante aspettative, ma mi sento pronto”.

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