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Moto2, Top e Flop 2013: Redding vs. Espargaró

Destini incrociati per i neo-promossi in MotoGP, ma la spunta il favorito

In quella che è stata indiscutibilmente la stagione della Spagna nel motomondiale (meglio anche del 2010 per numero di podi e vittorie), un solo volto ha saputo opporre una resistenza credibile allo strapotere iberico. Si tratta di quello spigoloso e bonario di Scott Redding (curiosamente simile, ma solo fisionomicamente, a James Hunt), che ha a lungo comandato la classifica della Moto2 prima di subire il rientro di Pol Espargaró, favorito numero uno nel pre-stagione.

Il catalano, dopo una stagione a corrente alternata (sei vittorie ma anche tre gare senza punti e quattro giù dal podio), si è comunque laureato campione sfruttando al meglio l'occasione propiziata dagli infortuni dello stesso Redding e Tito Rabat. Soprattutto, di lui ha stupito la rapidità di adattamento alla MotoGP. Nei test post-campionato di Valencia, "Polyccio" ha chiuso con l'ottavo tempo assoluto, candidandosi al ruolo di outsider per il 2014.

IL TOP – I meriti di Espargaró e Redding non differiscono radicalmente. Entrambi, ad esempio, sono piloti spettacolari e molto forti sul giro secco (19 partenze combinate dalla prima fila, 11 dello spagnolo ed 8 del britannico) ma la bilancia non può che pendere a favore del campione. La scorsa stagione, spagnolo ha vinto il doppio delle gare del rivale, compiendo una rimonta che, dopo Silverstone (-38), era tutt'altro che scontata.

I due rivali hanno vissuto rendimenti opposti, legati da un filo invisibile. Il britannico era partito col piede giusto, centrando due vittorie, tre podi e chiudendo sempre nella Top 5 nelle prime sette gare del campionato. Espargaró, dal canto suo, ottenne una vittoria in più, ma collezionò anche due pesanti battute d'arresto ad Austin e Le Mans che lo costrinsero a giocare di rimessa.

"Difficoltà ad adattarsi alle nuove gomme", sentenziò il patron Pons, mentre l'ex-rivale di Marc Marquez veniva piegato da avversari teoricamente meno illustri, come il compagno Tito Rabat. Molti cominciarono a dubitare della sua tenuta psicologica perché, dopotutto, i favori del pronostico coincidono con maggiori pressioni e non tutti i piloti sanno reggerle.

Perseveranza, un calendario lungo, ed un pizzico di fortuna hanno invece consentito ad Espargaró di laurearsi campione del mondo per la prima volta all'età di 22 anni (due in più di Redding), prima di passare in classe regina. A questo proposito, in confronto a Redding, sembra essere lui ad essersi aggiudicato la moto migliore tra quelle disponibili, ovvero la Yamaha M1 del team Tech3 con la quale già Cal Crutchlow ottenne diversi podi. Il britannico avrà invece risolvere l'incognita Honda RCV1000R, cugina della moto campione del mondo ma che non ha esattamente brillato all'esordio in prova.

IL FLOP – L'esito finale del campionato Moto2 non avrebbe comunque aiutato Redding, già cercato da Ducati lo scorso anno, ad ottenere una sella più prestigiosa. L'accordo con Gresini risale a metà estate, quando la maggior parte dei giochi erano già chiusi da tempo. Resta però l'amaro in bocca per il vantaggio in classifica sperperato.

In prossimità del giro di boa, Redding ha accusato una leggera flessione, ma grazie ad una buona difesa corpo-a-corpo (ad esempio, fu terzo a Indianapolis subito davanti al rivale) era riuscito a mantenere un discreto margine. Anzi, la vittoria nella gara di casa ne aveva rilanciato prepotentemente la candidatura.

Dopo Silverstone, tuttavia, il diluvio. Nelle rimanenti sei gare in calendario (due delle quali saltate per infortunio), il suo miglior risultato rimane un quarto posto a Misano. Dopo Sepang, il suo vantaggio era ridotto a nove punti, ma in Australia la frattura del polso in qualifica lo condanna ad assistere dai box al sorpasso dello spagnolo. Il sogno iridato, per ora, è rimandato. Con la certezza che ci sia almeno un buon pilota non iberico tra le giovani leve. Speriamo che venga preso da esempio da qualcuno dei nostri cadetti.

In ogni caso, i due neo-promossi della MotoGP sono destinati ad arricchire un gruppo già agguerrito. Dopo il consueto periodo di apprendistato, le nuove leve potrebbero creare qualche grattacapo anche ai "senatori".

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