Tu sei qui

MotoGP, Top e Flop 2013: Espargaró - Crutchlow

Aleix ha corso la sua migliore stagione della carriera. Anche Cal, ma ha chiuso in calando

Hanno quattro anni di differenza, ma hanno debuttato entrambi nel Mondiale nel 2005. Il primo ha fatto il classico cursus honorum partendo dalla 125, mentre il secondo arriva dalle derivate di serie. Aleix Espargaró e Cal Crutchlow sono stati due dei piloti più votati sulla nostra pagina Facebook fra i Top e i Flop del 2013, ma per motivi opposti. Al primo sono andati i complimenti per una stagione in cui su una CRT è riuscito a dare fastidio anche ai prototipi in alcune occasioni, il secondo invece ha deluso gli appassionati, stregati dalla sua simpatia ma che si aspettavano altri risultati sul campo. Soprattutto dopo un avvio di stagione promettente.

IL TOP: ESPARGARO – Solo due anni fa, lo spagnolo di Granollers sembrava un buon pilota e nulla più, tanti piazzamenti in 125 e 250, poi un debutto in MotoGP forse troppo precoce e un passo indietro in Moto2, classe in cui salì per la prima (e unica) volta sul podio. La trasformazione da brutto anatroccolo a cigni si deve al team Aspar e all’Aprilia. Nella CRT sembra avere trovato la sua dimensione e per due anni si è portato a casa il titolo – anche se platonico – di primo degli ‘altri’.

Il 2013 è stata la sua migliore stagione,  e non solo per il numero di punti finale (93). Aleix ha mostrato velocità e maturità, battendo ripetutamente il suo compagno di squadra De Puniet e in più di un’occasione riuscendo a mordere la cosa, quando non a battere, le Ducati. Da metà stagione, il suo nome è stato uno dei più caldi sul mercato, nonostante un contratto già siglato per il 2014. Forse questa telenovela è stato l’unico neo dell’anno, con qualche dichiarazione di divorzio un po’ prematura e una concentrazione altalenante per alcuni GP.

Niente però che abbia potuto mettere in discussione la sua vittoria finale, perché l’accoppiata pilota-moto è sempre parsa imbattibile. E non sarebbe corretto dare tutti i meriti all’Aprilia, perché nonostante anche De Puniet, Abraham ed Hernandez ne guidassero una, i loro risultati sono stati tutt’altro che lusinghieri. Espargaró si è messo in luce, ma il prossimo anno la sfida sarà più difficile. Abbandonare un team come quello di Aspar e una Honda per tentare l’avventura con la Yamaha PR è una grossa scommessa. I primi test gli hanno dato ragione, vedremo se saprà ripetersi a Sepang con la moto in versione definitiva.

Cal CrutchlowIL FLOP: CRUTCHLOW – Può sembrare ingeneroso bocciare Cal al termine di quella che è stata la sua migliore stagione in MotoGP. Le statistiche parlano di quattro podi (due secondi e due terzi) e due pole position, tutto su una moto satellite. L’inglese dagli occhi spiritati è uno dei beniamini dei tifosi, amanti della sua guida, delle sue dichiarazioni e delle sue smorfie. Non gli hanno però perdonato un anno chiuso in calando.

I maligni, ironizzavano che stava già adattando i suoi risultati alla Ducati. In verità, forse il problema più grande di Crutchlow è che cade ancora troppo. Tredici i voli in 18 gare e il fisico ne ha risentito. Nel finale di stagione, spesso ha avuto un avambraccio gonfio come quello di Popeye e come corollario vari ematomi e dolori assortiti. Ai problemi fisici, anche una moto che, dopo essere passato alla Rossa, non ha più ricevuto aggiornamenti, per così dire.

Rimane la delusione per una stagione che poteva finire con qualche acuto in più e i quattro podi sono arrivati infatti tutti nei primi 8 GP. Ciò non gli toglie la soddisfazione di essere stato il migliore pilota ‘satellite’ e di gran lunga, considerato che Bradl è salito sul podio in una sola occasione e Bautista neppure quella. Sulla Desmosedici sarà finalmente un pilota ufficiale, ma guai della moto a parte, dovrà dimostrare di avere ancora margini di crescita se vorrà battere Dovizioso – il compagno di squadra è sempre il primo avversario – e poi tutti gli altri.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti