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MotoGP, Lorenzo: guidare una moto è come ballare

Jorge a 'Che tempo che fa': "meglio non pensare molto, come quando sei con una ragazza"

Jorge Lorenzo è stato ospite, ieri sera, della trasmissione televisiva ‘Che tempo che fa’. Impeccabile con l’abito scuro come con la tuta di pelle, il maiorchino ha stregato la platea con la sua simpatia. Rispondendo a Fabio Fazio, il campione ha ripercorso la sua carriera dagli inizi, “la prima moto l’ho guidata a tre anni – ha raccontato – me l’aveva costruita mio padre, la persona a cui devo la mia passione, senza di lui non avrei mai fatto parte di questo mondo”.

Lorenzo non ha dimenticato neanche i momenti più difficili della sua carriera, “come quello al Montmeò, prima di debuttare nel Mondiale – ha ricordato – Caddi e mi feci molto male alla clavicola, mio papà mi disse ‘facciamola finita con questa merda’, ma io gli risposi che volevo continuare”. O il difficile debutto in MotoGP, “in cinque gare caddi sette volte e nell’ultima persi conoscenza e la memoria per due giorni – ha continuato – Ho capito che bisogna essere più coscienti del rischio. Provo sempre paura, è un sentimento necessario per sopravvivere”.

Lo Jorge di adesso è diverso da quello di cinque anni fa, “sono ancora insopportabile, ma solo per il 5% del tempo quando sono arrabbiato” ha scherzato. Anche il suo comportamento con gli avversari è cambiato, “cerco di avere una relazione buona con tutti. Anche se non sempre è possibile”.

Lorenzo ha anche svelato quale sia il suo rapporto con la moto: “alcuni piloti, come Valentino, parlano con lei, hanno un rapporto personale – le sue parole – Io la considero più un oggetto, anche se importante. Quando guidi, la cosa migliore per me è non pensare molto, è più importante l’istinto, come quando balli con una ragazza. Anche se in quel caso, in verità, non si ragiona proprio con la testa”, ha concluso con una battuta.

L'intervista è visibile QUI.


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