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MotoGP, Cecchinello: per andare come Romboni cadevo

IL RICORDO. "Per me Doriano era un idolo, lo spiavo per scoprire come si comportava"

Lucio Cecchinello, prima di diventare manager e fondare il team LCR è stato per tanti anni pilota. I suoi esordi in pista risalgono alla fine degli anni '80, quando, ancora aiuto meccanico, cercava di imparare tutti i trucchi della guida in pista da Doriano Romboni, il suo punto di riferimento. A pochi giorni dalla scomparsa dell'amico, Lucio ci ha mandato un suo ricordo di quegli anni, che pubblichiamo integralmente.

Nel Marzo del 1986, per la prima volta nella mia vita, sono entrato in un circuito “vero” a guardare moto “vere”. Per i successivi due anni e mezzo non ho fatto altro che pensare a come avrei potuto iniziare a correre e, quasi in maniera maniacale, seguivo tutti i grandi protagonisti della Sport Production e del Trofeo Honda.  I più forti di allora per me erano 4: Serafino Foti, Gimmi Bosio, Alessandro Gramigni e, in cima a tutti, un certo Doriano Romboni.

Nel 1987 Doriano era in assoluto il più grande protagonista del Trofeo Honda 125, un manico incredibile, una grinta fuori dal comune, uno stile inconfondibile.

Doriano mi aveva impressionato talmente tanto che quando ero sui circuiti (ancora in veste di aiuto meccanico) ricordo che mi ero messo persino a spiarlo per guardare come si comportava, come si muoveva, come interagiva con le persone attorno a lui…. Doriano mi aveva letteralmente conquistato ed era diventato il mio grande riferimento.

Nel Settembre del 1988, con una Hondina NS 125 stradale, feci il mio debutto in pista a Misano. Ricordo che prima di quel momento mi ero preparato mentalmente su dove avevo visto Doriano frenare al Tramonto, su come Doriano faceva la Brutta Pela, su come Doriano impostasse le curve del Carro e quanto gas togliesse (mai!).

Nel 1987 con la sua Hondina da Trofeo Doriano conquistò il record della pista Misano in 1.41’8 e tutte le volte che scendevo in pista nel tentativo di avvicinarmi a quel tempo stratosferico, mi sdraiavo.

Per me era diventato un idolo. Non facevo altro che parlare di lui alla mia ragazza e ai miei amici di allora.

Un personaggio così incredibilmente veloce con una passione così grande non poteva fallire. Tanto è vero che, nel giro di pochi anni, riuscì a conquistarsi un posto tra i grandi protagonisti del motomondiale.

Lui, insieme a molti altri piloti, è motivo di orgoglio per il motociclismo Italiano e la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel cuore dei suoi familiari, dei suoi amici e di tutti quelli che come me amano questo sport.

E’ stato un onore ed un privilegio per me conoscere un pilota ed un uomo come Doriano Romboni.

Lucio Cecchinello

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