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Agostini: Romboni? pericolo sottovalutato

Il campionissimo: "errore imperdonabile, bastavano delle semplici balle di fieno"

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza, sempre”. Quante volte l’abbiamo sentita in tv questa frase di Nico Cereghini, diventata ormai celebre. Sicurezza e prevenzione, sono gli aspetti fondamentali analizzati dal Trauma Team dell’Ospedale Niguarda di Milano, in collaborazione con Dainese. Uno studio portato avanti dall’equipe medica diretta dal dottor Osvaldo Chiara e presentato oggi insieme a Giacomo Agostini e Cereghini.

Proprio il campionissimo è intervenuto sulla recente scomparsa di Romboni a Latina. “E’ assurdo che sia successa una cosa del genere – ha sottolineato Agostini – E' stato fatto un errore imperdonabile: hanno sottovalutato il pericolo. Bastavano ad esempio delle semplici balle di fieno, oppure delle gomme, e difficilmente Doriano avrebbe oltrepassato quel tratto di pista. Invece oggi siamo qua a piangere la scomparsa di una grande persona, ma soprattutto un amico. Avevamo lavorato assieme nel '94-'95. Correva per il mio team e mi aveva dato belle soddisfazioni”.

Ritornando al tema della conferenza, il primario ha spiegato che “negli ultimi anni abbiamo analizzato oltre 900 casi di incidenti stradali. Secondo quanto emerso, la fascia più colpita è quella tra i 18 e 54 anni, soprattutto durante le ore serali dei giorni infrasettimanali. Il nostro obiettivo è quello di prevenire questi incidenti, cercando di tutelare le zone del corpo più esposte, tra cui testa, arti inferiori e soprattutto torace”. Spontanea sorge la domanda: come? “Grazie alla collaborazione di Dainese – prosegue Chiara abbiamo pensato a uno speciale giubbotto dotato di airbag, in grado di assorbire fino all’80% di energia dell’urto. In questo modo incrementeremo la tutela di quelle parti del corpo che, secondo nostra analisi, risultano più sensibili”.

La sicurezza su due ruote si declina fuori e dentro la pista. Proprio il mondo delle corse ha visto negli anni importanti passi avanti sul fronte della sicurezza, come ha detto il quindici volte campione del mondo Giacomo Agostini: “se ripenso ai tempi in cui correvo, ricordo ancora che indossavamo tute che pesavano appena un chilo, con guanti chiodati per avere maggior presa su freno e gas. Oggi la tecnologia ha permesso di fare passi da gigante, anche se con rammarico devo sottolineare una grava mancanza di educazione stradale. Proprio per aver maggior sicurezza, quando vado in giro, tengo sempre due dita sui freni”. Consigli ai giovani? “Innanzitutto non imitate mai, sottolineo mai, coloro che corrono in pista. La strada non è un circuito e la vita vale più di una corsa. Non dimenticate mai di tutelare voi stessi – ha proseguito Ago - anche se si tratta di dover fare solo pochi chilometri in moto”.

 

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