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Doriano Romboni, un caffè, una sigaretta

IL RICORDO Era il suo primo pensiero dopo la gara. Con Biaggi e Capirossi ha segnato un'era

Se appena mi guardo indietro lo ritrovo subito, Doriano. La sigaretta in bocca, la mano destra che trema, dopo una gara. Il volto un po' accaldato e quel modo di parlare, con l'accento ligure, che mi ricordava tanto Marco Lucchinelli.

Un altro duro dal cuore tenero. Per lui quelli che si comportavano male, in pista, fuori, non erano puttane, erano 'leggere'. Sa essere dolce quel dialetto.

Doriano. Il terzo dei 'Fantastici Tre', con Max Biaggi e Loris Capirossi. Del terzetto sicuramente il meno fortunato, ma non per ciò che è accaduto oggi. Da sempre. Sembrava rendersene conto, Romboni, e per questo quando parlava, senza lamentarsi, di un incidente, di una vittoria sfumata, c'era sempre un velo di amarezza nella sua voce.

"Doriano è un po' sfigato, detto da uno che gli vuole bene, con rispetto", ci ha sussurrato oggi il suo team manager ed amico Toni Merendino, l'uomo che lo portò alla Honda ufficiale con HB.

Tutti però gli avevamo dato, per coraggio e assonanza, il soprannome di 'Rambo', ma Rombo dei tre nostri fuoriclasse della quarto di litro era sicuramente il più dolce. Deciso come Max, semplice come Loris, il loro stesso talento, ma un carattere quasi tenero.

Sentiva molto le gare, Romboni. Una volta, al Mugello, non ricordiamo l'anno, durante la notte per la tensione stette male di stomaco. Pregustava la battaglia e sapeva che, in sella, non si sarebbe mai tirato indietro.

Una volta in pista, però, dimenticava tutto. Anche le mosse aggressive al limite della correttezza. Già perché a quei tempi lui, Max e Loris mica si mandavano gli auguri per cartolina.

I contatti oggi sono roba da ridere, quelli fra lui e Biaggi, ad Hockenheim, sono storia.

"Corriamo i Gran Premi, mica è musica classica", disse allora il Corsaro che lo aveva portato fuori traiettoria per conquistare il secondo posto nel 2004.

Lì per lì Doriano si incazzò a bestia, poi, fumata la sigaretta si accomodò sul podio e fu una festa per noi italiani.

Un'altra volta, ad Assen se ricordiamo bene, fu la 'vittima' di Capirossi. Anche quella volta a parole lo avrebbe tritato, ma era troppo buono, troppo sportivo per non accettare gli scontri.

E come si scaldava rapidamente, altrettanto rapidamente la rabbia gli sbolliva accanto ad Arianna, la sua storica compagna dalla quale, quindici anni fa aveva avuto Valentina.

Poi, con Sara, sono arrivate altre due bimbe piccole.

Ci ha fatto male, la vita, oggi Doriano.

Qualche giorno fa scrivevi "l'alba di Sara col profumo di caffè…il tramonto con il camino acceso".

Ce l'eravamo dimenticato, il tuo amore per l'espresso. Ma leggendoti costantemente su facebook avevamo scoperto questa tua vena romantica.

Godspeed, amico mio. E' una parola bellissima per salutare uno come te.

 

 

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