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Moto2, Doping: West squalificato per 18 mesi

Sospensione retroattiva e già scaduta il 19 ottobre per uno stimolante

Il doping fa la sua comparsa nel motociclismo e a finire sotto i riflettori è Anthony West. La decisione della Court Arbitration for Sport è del 22 novembre e fa riferimento a un controllo a cui l’australiano è stato sottoposto nel maggio 2012. In quell’occasione, nelle urine del pilota australiano era stata rilevata la presenza di uno stimolante, la metilexaneamina, proibita dal codice anti-doping della FIM.

In seguito a questi risultati, il 29 ottobre 2012, West era stato sospeso dall’attività sportiva per un mese dalla Federazione Internazionele, ma l’Agenzia Mondiale Anti-Doping aveva fatto ricorso alla CAS per una sospensione di 24 mesi. L’appello è stato discusso il 21 agosto 2013 ed è stato parzialmente accolto. Il pilota del team QMMF è stato sanzionato con una squalifica retroattiva che è partita il giorno del prelievo, il 20 maggio dello scorso anno, ed è terminata il 19 ottobre scorso. Questo significa che il nome di West scompare dalle classifiche dell’ultimo anno e mezzo, perdendo tutti i punti conquistati e i risultati in gara.

Rimane qualche perplessità sul tempo necessario per prendere una tale decisione, arrivata addirittura dopo il termine della squalifica imposta retroattivamente e che porta al surreale risultato di un pilota che ha corso per quasi due stagioni senza poterlo fare.

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