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MotoGP, Marquez: Lorenzo? Aggressivo come me

"Si è lamentato di me tutto l'anno ma a Valencia ha fatto mosse al limite. OK così"

Marc Marquez è l'uomo del momento. Il neo-campione della MotoGP ha riscritto la storia del motomondiale e, a soli 20 anni, è lecito pensare che si tratti solo dei primi capitoli. Il pilota Honda, nel corso di tante interviste, ha parlato anche con i responsabili del GP di Indianapolis (con il quale condivide uno sponsor) a pochi giorni dal titolo. Ecco che cosa ha raccontato.

Dopo il debutto in Qatar, hai pensato di poter vincere il campionato o è stata una sorpresa?

"No, non me l'aspettavo. Volevo vincere gare, lottare sempre per il podio. Ma non mi aspettavo di essere abbastanza costante per stare sempre al vertice e giocarmela fino alla fine. Ho cominciato da subito a fare nuovi record con la moto, e questo mi ha dato fiducia".

Quando hai cominciato a pensare al titolo?

"Credo a Brno. Ma anche Silverstone, perché ho corso con un infortunio mentre Dani era al 100% e sono riuscito comunque a stargli davanti e lottare per la vittoria".

Credi che una Honda ufficiale ti abbia aiutato a centrare il titolo all'esordio?

"Non ho mai provato altre moto, quindi è difficile rispondere. Credo che le Honda factory si equivalgano, anche se quelle clienti ricevono gli aggiornamenti con un po' di ritardo. Certo, essere nella squadra interna mi ha aiutato molto".

Dove può migliorare la RC213V?

"In diverse aree. Velocità di percorrenza e aderenza a moto piegata prima di tutto. Anche la trazione in uscita e la stabilità sono aree dove stiamo cercando di fare progressi. Ma il pacchetto completo è piuttosto buono".

Chi saranno i tuoi rivali principali e chi vedi in rapida ascesa?

"Soprattutto Lorenzo e Pedrosa. Sarà innanzitutto importante adattare la moto al nuovo regolamento. Credo che anche Pol Espargaró potrà fare bene. Nelle classi minori punto su mio fratello. Gli serve esperienza, ma sta lavorando bene e credo si giocherà il titolo della Moto3".

Come hai visto la battaglia tra Lorenzo e Pedrosa a Valencia, soprattutto dopo i commenti di Jorge sul tuo stile aggressivo?

"Ne ho già parlato in passato, siamo qui per correre, lottando sempre al limite. Jorge si è lamentato di me tutto l'anno, e a Valencia ha fatto un paio di mosse un po' forti, forse anche più di quanto avrei fatto io. Ma non lo biasimo, stava lottando per il titolo, ha cercato di rallentare la corsa, e per questo ha dovuto ricorrere a certe manovre".

Lorenzo è stato convocato dalla Direzione Gara, che ne pensi della loro linea?

"Per lo spettacolo devono essere un po' flessibili, e lo hanno dimostrato qui a Valencia perché Jorge lottava per il titolo. Lui ha avuto un problema in curva in condizioni particolari, quindi hanno chiuso un occhio. Era sempre al limite, ma per me era tutto ok. Con me ad Aragon hanno usato un metro diverso, non condivido la loro decisione ma la rispetto".

Obiettivi per l'anno prossimo?

"Voglio imparare a guidare più fluido per fare traiettorie più costanti, e risparmiare carburante. Sono sempre al limite, è vero, ma devo esserlo soprattutto in prova per poi sapere bene quale sia il limite in gara. Poi avrò più pressioni su di me, ma spero di non sentirle".

Sembri sempre rilassato anche nei momenti più tesi. Hai tecniche particolari?

"No, solo mi rinchiudo nel motorhome e cerco di non parlare con nessuno. Mi piace la solitudine prima della gara".

Il tuo momento più difficile?

"L'infortunio al nervo ottico. È stato un mese duro, perché non sapevo se avrei mai potuto tornare a correre. Ma tutto sommato mi ha fatto bene, perché non sai mai cosa può succedere. Ha cambiato la mia mentalità. Da allora mi sono goduto ogni momento, ogni gara, ogni istante del mio lavoro".

Ora sei una superstar. Il titolo ti cambierà la vita?

"È difficile ma voglio rimanere il Marc di sempre. Ho già detto a tutta la mia gente, la squadra, la famiglia, di dirmi che sto sbagliando se non mi comporto come al solito. È rassicurante sapere che chi mi sta intorno ha la fiducia di dirmi di tenere i piedi per terra".

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