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MotoGP, Crutchlow: Ducati sente poco le modifiche

Prima caduta per Cal. Dovi: "nuovo telaio, vecchi problemi, fiducia in Dall'Igna"

Secondo giorno su Ducati e prima caduta per Cal Crutchlow. Il britannico è scivolato alla curva 8 perdendo, manco a dirlo, l'anteriore. I suoi commenti sulla moto, molto simili a quelli di chi l'ha già provata, vanno ad aggiungersi alla lunga lista alla quale il nuovo Direttore Corse Gigi Dall'Igna dovrà dedicarsi in un lungo inverno di passione. Tuttavia, la sfida desmodromica non sembra intimorire Crutchlow, che insieme all'ingegnere veneto ha portato nuova (e quantomai necessaria) linfa nei box in rosso.

"Non siamo andati forte come ieri, ma potevamo farcela – ha analizzato il nuovo arrivato, con il solito ottimismo – Ho cambiato molte cose sulla moto, ed il tempo sul giro non era l'obiettivo principale. Credo che avrei potuto girare in 1'31 e mezzo  Quando sono caduto stavo andando molto più forte che in tutti gli altri giri, peccato non averlo finito (ride)".

A cosa hai dedicato la giornata odierna?

"Ho cercato di cucirmi la moto addosso un po' di più, ma non ho mai ottenuto le sensazioni che volevo all'anteriore. In realtà non mi sentivo più sicuro sulla M1, ma a causa dei problemi di sottosterzo sono scivolato".

Che cambiamenti hai provato?

"Abbiamo girato la moto come un calzino, ma i tempi sul giro sono rimasti esattamente uguali, così come le mie sensazioni. Almeno si tratta di una buona informazione per Gigi".

Cosa ti ha portato esattamente alla caduta?

"Come risultato di alcuni cambiamenti sul finale ho trovato più aderenza al posteriore, perdendola però all'anteriore, per questo sono caduto. Ora so il limite".

Prima di cadere ti sentivi più sicuro?

"La moto non era come volevo, ma come doveva essere per andare più forte. Sono curioso di sentire quello che ha da dire Dovi, perché è stata un'idea di step di Daniele Romagnoli, mai provata prima. Dall'Igna voleva sapere se sarei stato in grado di inserire la moto e lasciare i freni. L'ho fatto, ma non ha funzionato, anche se i dati dicono che non si tratta di un mio errore. La telemetria mostra come la velocità di percorrenza fosse molto inferiore a quella che facevo con Yamaha. In accelerazione però la D16 è molto meglio".

Altri lati positivi?

"Continuo ad essere impressionato dalla frenata. Ho anche provato alcune modifiche al cambio su richiesta di Dall'Igna. Lavorare con lui ti fa capire quanto è bravo come ingegnere. Ho commentato su un componente e la sua risposta è stata: 'ne costruiremo un altro nuovo'. Mi è piaciuta come risposta, e mi piace il suo stile".

E su te stesso che osservazioni hai?

"Freno ancora troppo presto, ma se entri in curva più veloce la moto non curva. E ancora non riusciamo ad uscire dalle curve come vogliamo. Oggi il grip era cambiato poco, producendo però un cambio radicale nel comportamento della moto. È qualcosa che dovremo studiare".

Sei pentito della scelta fatta?

"No, il gap è quello che mi aspettavo. Anche i miei commenti sono gli stessi di chi ha già guidato questa moto, nonostante non ne avessimo parlato prima, senza contare che ciascuno di noi ha uno stile diverso. Resto motivato e ottimista, spero di migliorare ancora domattina, ma soprattutto il prossimo anno. Dall'Igna sa cosa fare, e spero la sua esperienza si tramuti in una moto nuova, che non prenda un secondo e mezzo mediamente al giro".

Lo spera, forse anche più vivamente, pure Andrea Dovizioso. Il forlivese ha guidato la truppa Ducati dall'ottava posizione, accusando un secondo abbondante di distacco.

"Abbiamo provato un nuovo telaio ma non c'è molta differenza, quindi non si sono visti miglioramenti – ha dichiarato DoviDomani continueremo a fare prove di assetto, anche se già fatte in passato, per dare del feedback a Dall'Igna".

Solita storia quindi?

"C'era un cambiamento ma non ha veramente fatto la differenza. La base sarà questa, ma servirà qualcosa di fondamentalmente diverso".

Come giudichi le vostri prestazioni rispetto alla concorrenza?

"I tempi sul giro sono stati molto veloci oggi. Le condizioni della pista, calda e senza vento, favorivano un miglioramento. Alla fine era difficile fare ulteriori passi avanti perché il sole dava fastidio. Sono tutto sommato contento delle nostre prestazioni, ma la moto è la stessa quindi non avevo grandi aspettative".

E domani?

"Deciderà dall'Igna cosa farci provare, ma visto che non ci sono novità serve soprattutto a lui. Dobbiamo cercare di conoscerci al meglio. Le mie prime impressioni sono molto positive. Umanamente c'è molta intesa".

Gli chiederai una rivoluzione anche dal punto di vista organizzativo?

"Non gli ho dato nessun consiglio. Ci sono tanti ingegneri in azienda e noi piloti dobbiamo limitarci a fornire le nostre impressioni nel dettaglio. È lui a dover prendere decisioni gestionali. Magari questo creerà qualche ritardo, ma finché non si imposta al meglio il gruppo di lavoro, le cose non funzionano. Prima farà una ristrutturazione interna, poi si concentrerà sugli sviluppi".

 

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