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MotoGP, Espargaró: me la voglio giocare con Pol

Edwards: "un piacere guidare di nuovo la Yamaha, sono tornato a casa"

Aleix Espargaró oggi ha avuto solo un piccolo assaggio della moto che guiderà il prossimo anno. Nel box Forward c’è solo una Yamaha in versione Open e lo spagnolo ha dovuto dividerla con Edwards. “E’ andata molto meglio di quanto mi aspettassi – esordisce – Yamaha ha spedito solo quattro settimane fa motore e telaio a FTR, prima non c’era nulla. Sono stati bravi a costruire un moto in così poco tempo”. Normale che qualche problema di gioventù ci sia ma “mi aspettavo peggio – dice – La moto non è ancora in versione definitiva, il serbatoio è provvisorio di poco più di una decina di litri, le carene sono da aggiustare e anche le mappe elettroniche per oggi sono quelle fornite da Yamaha, non avevo neanche l’antimpennamento”.

Nonostante tutto le prime impressioni sono state buone, “l’ho trovata una moto facile da guidare – il commento di Aleix – Però devo modificare il mio stile di guida. Con l’Aprilia, avendo una potenza limitata, dovevo frenare forte, mentre con la Yamaha è più importante avere un’alta velocità in curva. Vedo come guida Lorenzo, io sono ancora diverso ma dovrò cambiare”. Quello che più l’ha colpito della nuova moto è la potenza. “E’ un po’ strano vedere il mio nome tra i primi 6 per la velocità massima – ride – Questo motore prende quasi due mila giri in più di quello dell’Aprilia, velocità e accelerazione son diversissime”.

Con un occhio, Aleix ha anche osservato il fratello. “Mi aspettavo che Pol andasse forte, si è giocato il mondiale con Marquez, uno dei piloti più forti al mondo, in 125 e Moto2. Però speravo che certi tempi li facesse solo al terzo giorno – scherza – Comunque credo che questa moto abbia la potenzialità per permettermi di giocarmela con lui”. Di guerra in famiglia però non vuole parlare, quale battaglia? Io spero di stargli davanti e basta” ride.

Colin EdwardsEspargaró non è l’unico pilota allegro nel box Forward. “E’ stato un piacere ritornare sulla Yamaha – dice Colin Edwards Dopo tanto tempo sono tornato a casa”. La sua prima impressione è stata positiva: “è ancora un work in progress ma mi sono sentito subito bene, soprattutto il telaio mi è piaciuto”. Un altro aspetto che l’ha colpito è il motore: “soprattutto il cambio. La nostra moto non era male, ma negli ultimi anni ogni volta che cambiavo marcia battevo la stessa sul cupolino – spiega ironico – Questo è molto più lineare da usare”.

Una parte su cui lavorare è l’elettronica. “Non abbiamo ancora usato quella che avevamo sviluppato in questa stagione – continua – Secondo me è migliore e la proveremo domani. Siamo solo all’inizio e il potenziale per lavorare c’è”.

Domani non sarà l’ultima occasione, perché Forward farà dei test a Jerez dal 27 al 29 novembre a Jerez. L’idea è quella di avere anche un collaudatore per lo sviluppo della moto, che potrebbe anche essere Simone Corsi, ma la decisione non è ancora stata presa.

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