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Test, Nuova Vespa: eterna Primavera

PROVA Nata nel 1968, rinasce oggi più evoluta che mai. E' più stabile e comunicativa

Corre l'anno 1968. Jimi Hendrix viene arrestato in un Hotel di Stoccolma, Martin Luther King viene assassinato da James Earl Ray, il telefilm Star Trek trasmette in TV il primo bacio interraziale, ma sopratutto, nasce il fenomeno culturale del Sessantotto, che ha rivoluzionato totalmente i costumi sociali in Italia ed in Europa.

E' l'anno della voce data ai giovani, che ben si sposa con un desiderio di libertà e rottura degli schemi. E' proprio in quell'anno che nasce la Vespa Primavera: un mezzo simbolo di quella voglia di libertà, con due ruote ed un motore a disposizione di un mondo in cambiamento costante. Un modello storico, dotato di linee leggere, semplicità di guida e prestazioni brillanti. Prodotta fino al 1982, oggi, come l'araba fenice in un periodo storico chiave, rinasce totalmente rinnovata, non tradendo il suo animo interiore ed esteriore, accompagnando lo scorrere del tempo, con il suo bagaglio tecnologico figlio del 2013.

EVOLUZIONE A TUTTO TONDO - La Primavera si propone da subito come un punto di evoluzione importante nella storia di Vespa. Tre i punti fondamentali a livello di progettazione su cui il Gruppo Piaggio ha puntato: aumento del livello di comfort, maggior sicurezza e piacere di guida. Partiamo quindi dallo stile.

Nata dall'esperienza maturata nel progetto di Vespa 946, Il lavoro di designer ed ingegneri si è catalizzato sulle superfici e sulle sezioni della carrozzeria, con tratti decisi e netti, senza però rinunciare a quella morbidezza stilistica tipica di questo storico mezzo. Così, scorgendola in bella vista a Barcellona, pronta per essere messa in moto, notiamo la sezione centrale, con la sua caratteristica forma ad omega, studiata per una miglior posizione di guida. Una linea che, in un continuum che ripercorre gli anni storici  - sessanta e settanta - di questo modello, sale fino alla base del manubrio. La pedana è più stretta lateralmente, mentre la sella risulta più bassa da terra. Pur riprendendo i canoni classici, non risulta "vintage".

La coda torna ad essere appuntita ed allungata, con una luce posteriore allungata per dar più slancio alla linea. Da sottolineare gli indicatori di direzione e le luci di posizione a Led, molto "stretti" e posti ai lati dello scudo, posti appositamente cosi per non occupare troppo spazio. Cambiata anche la scomposizione dei rivestimenti del manubrio, che torna orizzontale. Anche il "cruscotto" riprende formalmente quanto proposto storicamente dai vari modelli, fondendosi con la modernità dettata dal piccolo monitor informativo con chilometraggio totale e parziale e con l'orologio.

Sella piatta e biposto con una parte posteriore circondata dal maniglione per il passeggero, ovviamente cromato. Anche i colori nei quali Primavera è offerta (MonteBianco, Blu Midnight, Rosso Dragon, Marrone Crete Senesi, Azzurro Marechiaro, Nero Vulcano) sono ripresi coerentemente dalla memoria di Vespa . Completamente nuovo anche il disegno dei cerchi in lega da 11 pollici e, pur rispettando il numero delle cinque razze, reinterpreta un elemento classico di Vespa.

LA SCOCCA E' PIU' RIGIDA - La carrozzeria in lamiera di acciaio funge anche da elemento portante e risulta essere l’elemento basico che distingue la Vespa da ogni altro scooter al mondo. In questa Primavera, la scocca è completamente nuova, pur mantenendo gli storici canoni tecnici e filosofici costruttivi, con le parti in lamiera stampata saldata. In Piaggio hanno proceduto ad ottenere ulteriori livelli di rigidezza, senza però intaccare il peso della struttura.

Si è ricalibrato anche il posizionamento delle batterie - ora nel longherone centrale - permettendo di aumentare la capienza del vano sottosella, ora arrivato a quota 16,6 litri. Nuovo anche il sistema di attacco motore per ridurre le vibrazioni. In questa Primavera, il collegamento è basato su un sistema di bracetti a due gradi di libertà, con uno scontro a doppio tampone in gomma. Novità anche per la sospensione anteriore, ridisegnata per ridurre gli attriti di scorrimento. L’ammortizzatore è ora fissato al supporto in alluminio che lo collega alla ruota tramite un perno di incernieramento mentre prima (sulla Vespa LX) era fissato con due viti.

NUOVI MOTORI TRE VALVOLE - Quattro le motorizzazioni a disposizione della Vespa Primavera. Nelle versioni 125 e 150cc, questo modello è spinto dal motore con distribuzione a tre valvole. Si tratta di una famiglia di motori che rappresenta, per il Gruppo Piaggio, l'evoluzione più avanzata dal punto di vista tecnologico nel mondo degli scooter. Il cuore della Vespa Primavera 125/150cc è un monocilindrico a 4 tempi raffreddato ad aria, con distribuzione monoalbero a camme in testa a 3 valvole (2 di aspirazione e 1 di scarico) e alimentazione a iniezione elettronica, studiato e costruito negli stabilimenti di Pontedera, con l’obiettivo di aumentare le prestazioni e diminuire i consumi di carburante e le emissioni inquinanti.

Per ottenere maggiori performance è stato eseguito uno scrupoloso lavoro di studio per la diminuzione degli attriti e il miglioramento della fluodinamica. L’albero motore di nuovo disegno con bottone di biella e portate di banco ridotte, l’asse a camme infulcrato su cuscinetti e i bilancieri a rullo hanno migliorato il livello degli attriti di funzionamento,permettendo cosi un beneficio complessivo sia per quanto concerne le prestazioni che i consumi.

Proprio per questi motivi la soluzione della distribuzione a 3 valvole risulta essere la più efficace: questa infatti migliora l’aspirazione e aumenta l’efficienza del motore rispetto ai convenzionali motori a 2 valvole. La distribuzione 3V permette così di migliorare i moti di carica della miscela nel cilindro; il processo di combustione è ulteriormente affinato dalla nuova posizione della candela, che garantisce al contempo un migliore raffreddamento degli organi interni alla testa, oltre ad una più semplice manutenzione.

Il sistema di raffreddamento è stato oggetto di un’accurata analisi, anche mediante simulazioni termofluidodinamiche, per migliorarne ulteriormente il rendimento.  I consumi di carburante risultano quindi decisamente bassi (si arriva fino a 64 km/l procedendo a 50 km/h) e gli intervalli di manutenzione lunghi (i tagliandi sono previsti ogni 10.000 km) consentono di avere costi di gestione estremamente contenuti. Non solo 125 e 150cc, ma anche versioni per i più giovani: la Vespa Primavera si presenta a scelta con due uilteriori motorizzazioni, entrambe 50 cc: un due tempi scattante ed un moderno ed evoluto 4T con distribuzione a 4 valvole.

PER LE STRADE DI BARCELLONA - Sono le ore 09.00 del mattino ed un sole caldo fa capolino sul capoluogo della Catalogna. Fuori dall'Hotel sede dell'evento, ecco i nostri esemplari pronti per esser messi alla prova. Abbiamo a disposizione una Primavera da 150cc. Casco indossato, guanti calzati e si parte per le vie di Barcellona. Il giro si rivela essere un'ottima cartina di tornasole per le doti della Vespa Primavera. Barcellona è una città viva e caotica, con tanto traffico, utile per verificare le doti di agilità, di reazione e di controllo del mezzo. In questo, la Primavera non tradisce.

Andiamo con ordine però. La seduta statica si rivela eccellente: questa Vespa calza come un guanto, non caricando la schiena in alcun modo, così come la triangolazione sella-pedane-manubrio risulta essere naturale. Non ci si incurva, ne ci si rilassa troppo, semplicemente si è ben seduti, con il busto eretto. Accendiamo il nostro esemplare e partiamo: lo scatto è fluido e brioso fin dai primi giri, anche se avvertiamo un piccolo on-off alla base. Niente di eclatante, ma presente. E' un motore con variatore, però non si avverte quel senso di "arrampicata" che solitamente mezzi di questo genere offrono. Semplicemente, una volta spalancata la manopola del gas si riesce a scattare fino agli 80-90 km/h.

In tutto questo, è da rimarcare l'assoluta mancanza di vibrazioni. Quanto promesso da Piaggio durante la conferenza stampa ottiene piena conferma tra le strade della città. Non è un fattore da sottovalutare per chi, magari, sfrutta un mezzo del genere quotidianamente, ma anzi, la mancanza di vibrazioni alla lunga inficia su dita, mani, polsi e schiena. Anche il posizionamento dei piedi merita piena approvazione. La pedana è sufficientemente larga per rimanere comodi, ma al contempo, non infastidisce nel momento in cui, fermi ad uno stop o ad un semaforo, dobbiamo poggiare un piede per terra.

La frenata, uno dei nodi cruciali e fondamentali per un mezzo che deve destreggiarsi nel traffico, risulta essere non cattiva, ma comunque lineare e sufficientemente potente. Inizialmente sembra un poco spugnosa, ma vi assicuriamo che è realmente efficente. La prova del nove l'abbiamo ottenuta - nostro malgrado - quando durante l'ora di punta, un taxista distratto si è inserito violentemente e incoscientemente nella nostra corsia. Ci siamo dovuti attaccare ai freni in una vera e propria manovra di emergenza, finita - fortunatamente - al meglio. Già perchè la pinza anteriore in questo caso ha lavorato benissimo, non bloccando la ruota, ma comunque mostrando tutta la sua potenza.

A livello ciclistico la Vespa Primavera rivela il meglio di se. Questo è un mezzo in grado di spostarsi con un dito. E' velocissima negli spostamenti laterali o nell'affrontare una curva, sia essa a velocità sostenuta che a bassa velocità. Si avverte da un lato la grande dinamicità e leggerezza, dall'altro, la mancanza di inerzia. Quel che si pensa di poter fare, lo si fa, senza filtro. Le ruote piccole da 11 pollici contribuiscono in maniera forte a tale dinamica ma, al contempo, risultano essere buone portatrici di stabilità. Già, perchè se con la Vespa XL avevamo avvertito una "eccessiva leggerezza", con questo modello, quel "surplus" non si avverte. L'avancorsa, il passo maggiorato poi fanno il resto.

Le sospensioni sono un ulteriore punto a favore di questa Primavera, capaci di ammortizzare perfettamente, sia alle alte che alle basse velocità, le sconnessioni e gli intoppi del manto stradale. Il nostro giro, tra il porto di Barcellona e l'eterna incompiuta della Sagrada Familia, ci fa constatare lo status di questa Vespa Primavera, che attira sguardi un pò da tutti i lati: giovani e meno giovani risultano affascinati dalle linee di questo mezzo, e dobbiamo dire che la proporzione e l'equilibrio stilistico sono degni di menzione. Passeggiare sul porto con il sole che riflette sul mare è effettivamente un'esperienza degna di nota a bordo della Vespa Primavera. Chiudiamo con un piccolo neo, riguardante la visibilità del quadro strumenti, chiaro per quanto concerne il contachilometri, un pò meno per quanto riguarda le spie. Abbiamo inserito la freccia durante il nostro tragitto, e la spia non era visibilissima, tanto da esserci quasi dimenticati di averla inserita. Un piccolo neo in un prodotto che abbina tecnologia, comfort, stile ed un fascino immortale nato nel lontano 1968, ma perfettamente attuale nel traffico del 2013.

GALLERY VESPA PRIMAVERA



Per fare questo "ritorno al futuro" con la nuova Vespa Primavera Piaggio, abbiamo utilizzato i seguenti capi tecnici Dainese:

AGV CITYLIGHT

Il Citylight, disegnato, sviluppato e prodotto in Italia, si propone come il nuovo top di gamma del segmento City AGV. Un design molto curato ed originale si accompagna a soluzione tecniche innovative e ad una cura dei dettagli che garantiscono il massimo comfort.

Calotta: Resina HIR-TH (high resistant thermoplastic) verniciata

 

ARCHIVIO PELLE

Il borbottio dei cilindri al minimo, le luci che si riflettono sul serbatoio lucido e sulla cromatura degli scarichi, l’odore dell’olio bruciato. Il fascino del mondo degli anni ’60 e’70 è celebrato in questo giubbotto dalla grande personalità e dai dettagli curati, che prende il nome dall’archivio Dainese, dal quale trae ispirazione.
Archivio Pelle è confezionato in pelle bovina tinta in capo per donargli un look vissuto e vintage, che maschera soluzioni tecniche moderne come le protezioni morbide Pro-Shape e la predisposizione per il paraschiena. I richiami alle leggende del motociclismo che lo caratterizzano, rendono questo giubbotto un must buy per tutti gli amanti della storia del motociclismo.

 

CARBON COVER

Anima racing e aggressività caratterizzano questo guanto corto in pelle bovina, pensato per aggredire l’asfalto in sella alla propria moto godendo di un’ergonomia e protezione di alto livello, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’ergonomia studiata per la guida sportiva.

Dotato di inserti compositi in fibra di carbonio sulle nocche, sulle dita e costruzione del mignolo rinforzata con inserti in TPU, Carbon Cover ST è la scelta dell’utente sport tourer più esigente. Palmo in pelle di capra, costruzione con un pannello unico di pelle a protezione delle cuciture sul taglio della mano, cinturino antiscalzamento e foratura sul lato interno delle dita completano questo guanto disponibile anche in versione Lady.

 


P. D1 DENIM

Pantaloni in tessuto denim, rinforzi interni con maglina in fibra di marca. Kevlar® ; Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97

 

 


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