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MotoGP, Felix, l'uomo che cadde sulla terra

Il paracadutista austriaco Baumgartner ha superato i 1200 Km/h saltanto da 38.969 metri

L'uomo che cadde sulla terra, Felix Baumgartner, è atterrato a Valencia direttamente sul sellino della Honda RC213V di Stefan Bradl.

La velocità certo non lo spaventa: è stato il primo uomo a superare la barriera del suono, in caduta libera. Due ore e trentaquattro per salire in cielo con un pallone aerostatico - il Red Bull Stratos - riempito di elio, pochi minuti di volo, dalla stratosfera dei 38.969, per raggiungere nuovamente Madre Terra.

Nato a Salisburgo 43 anni fa Felix, prima di diventare un paracadutista di eccezione faceva il meccanico di moto.

"Le corse e la velocità, ovviamente, mi sono sempre piaciute - ha detto interrompendo la sua conversazione con Bradl che gli stava spiegando nei dettagli il funzionamento della sua moto - ne ho guidate anche di potenti. Ho anche girato a Salisburgo con una Suzuki GSX-R 750. In un certo senso sia questa, sia la mia, sono sfide all'ignoto, alla velocità, perché anche i piloti sono sempre alla ricerca di un elusivo limite".

C'è un punto di contatto fra i 330 orari di Stefan ed i tuoi 1200 Km/h, più di 330 metri al secondo?

"La principale differenza è che qui si può provare. Quando io sono saltato dalla mia navicella sul deserto del New Mexico non avevamo potuto fare alcuna prova della velocità supersonica. Era l'ignoto. Non sapevo cosa mi sarebbe potuto accadere".

Ci sei arrivato però dopo una lunga preparazione.

"Cinque anni. E la difficoltà principale è stata quella di abituarsi alla tuta spaziale che avevamo preparato per il record. Le prime volte che l'ho indossata ho sofferto di forti crisi di claustrofobia. Potevo tenerla addosso solo per pochi minuti".

Durante il tuo tentativo, ad un certo punto, hai perso il controllo e sei entrato in avvitamento. Cosa ha pensato, provato, hai avuto paura?

"E' l'ignoto di cui ti parlavo. Non c'erano procedure, perché non lo avevamo sperimentato, prima. Sapevo che sarebbe potuto accadere e per questo motivo c'era un piccolo paracadute ausiliario che avrei potuto aprire se la velocità di rotazione avesse superato un certo limite. Ma la realtà è che in quel momento io avevo perso il controllo e l'unica cosa che ho pensato è che avrei potuto fallire il record. Quella è stata la mia unica preoccupazione, al momento".

In sedicesimo, come per un pilota capire in una frazione di secondo, di aver oltrepassato il limite.

"Già solo che io non sapevo come recuperare. Ci sono riuscito con l'istinto. Piccoli movimenti che mi hanno stabilizzato".

Com'è andare a 1200 Km/h…senza un aereo.

"Non c'è alcun bang, quello è dietro di te, non lo senti. Ma capisci di essere veloce. Più veloce di quanto mai nessun uomo sia andato".

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