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MotoGP, Burgess: doccia fredda, non tradimento

"Fatichiamo da 4 anni. Normale cambiare 'allenatore', come nel calcio"

Jeremy Burgess, dopo aver ricevuto dallo stesso Rossi la notizia del proprio licenziamento, ha partecipato ad una conferenza insieme al pilota con il quale ha passato 14 anni, vincendo sette titoli mondiali. "VR & JB" sono la coppia più iconica e vincente in attività, ma ogni romanzo ha una fine, ed è arrivato il momento di prendere strade (o piste, che sia) separate.

"Non mi aspettavo questa decisione, per me è stata una sorpresa e ovviamente mi è un po' dispiaciuto – ha ammesso BurgessSperavo di chiudere con due stagioni in Yamaha con Valentino. Quando ieri pomeriggio mi ha invitato nel suo motorhome, sapevo però che non si sarebbe trattato di qualcosa di positivo, non pensavo che fosse per il regalo di Natale".

Credi abbia influito la tua dichiarazione che sarebbe servito "un miracolo" perché Rossi tornasse a vincere il titolo?

"Quello che intendevo non era che Valentino non avrebbe più vinto, ma che sarebbe stato un miracolo per lui vincere il titolo prima di tornare a lottare per la vittoria o sul podio ogni domenica. Il senso era quello".

Per te ha senso la decisione di Valentino?

"Si, nel mondo dello sport si sente spesso di squadre in difficoltà che cambiano allenatore. Ma ho letto spesso nelle biografie di campioni che negli ultimi anni, per riaccendere la scintilla, cambiano coach. È da un po' che proviamo a risolvere problemi, e questo è un passo per cercare di riportare Valentino al vertice e ridargli competitività".

Quindi non ci sono tensioni tra voi due?

"No, ho messo tutto in prospettiva pensando al futuro e quello che vuole Valentino. Lui vuole continuare oltre il limite che mi ero posto, ed ha senso a questo proposito".

Come giudichi le tempistiche dell'annuncio?

"Valentino è sempre stato diretto ed onesto. Mi ha detto che è quello che voleva, ed il suo futuro per me è la priorità. Più invecchi più è difficile stare al vertice nelle corse. Quest'anno Valentino è stato più volte vicino alla quinta posizione che alla terza, e non siamo riusciti a correggere questo problema. Ha la moto giusta per risalire la china, anche se non sarà facile come qualche anno fa".

Quindi non avresti preferito saperlo dopo?

"Il fatto che Valentino me lo abbia detto subito denota rispetto e coraggio. Meglio così che arrivare alle strette di mano domenica sera per poi scoprire che non avremmo più continuato insieme".

Ti senti tradito?

"Assolutamente no. I nostri contratti sono brevi ma ci garantiscono una via d'uscita a nostro piacimento. C'è sempre stato rispetto tra noi. Se questo lo aiuterà a trovare una scintilla in più, ben venga. Non credo sia stato facile per lui decidere di cambiare, ed ora ha ancora più pressione sulle spalle".

Che consigli hai per lui?

"Il lato dei box di Lorenzo è il punto di riferimento. Se batte Lorenzo, batterà anche le Honda".

Il tuo miglior ricordo con Rossi?

"Ce ne sono tanti… Welkom e Phillip Island nel 2004, vincere il primo titolo con Yamaha, ma tante altre battaglie, troppe per elencarle una ad una. Abbiamo fatto grandi cose insieme, e mi sono goduto ogni istante. In assoluto tengo nel cuore il primo titolo con Wayne Gardner, molto importante per noi australiani".

Ed il peggiore?

"Quando abbiamo pulito la casella di partenza in Qatar, venendo penalizzati. Ci lasciamo lasciati trasportare un po' troppo in quell'occasione".

Chi è stato la tua nemesi come capo-tecnico?

"Kanemoto. Battere lui è sempre stato difficile, e la battaglia con Doohan contro Wayne Rayney è stata la più dura. Anche adesso se vedo Wayne faccio fatica a pensare a lui come un amico, perché è sempre stato l'avversario più tosto".

Che risultati può ottenere Rossi nel 2014?

"Solo la storia stabilirà la bontà della decisione. Ora Valentino ha un anno in più di esperienza con Yamaha, cosa che comunque lo mette in una buona condizione per migliorare il prossimo anno. Se separarci è quello che farà la differenza in positivo, Valentino avrà avuto ragione. Sono stati 14 anni bellissimi a prescindere".

Che farai ora nella vita?

"Non ho fatto progetti per il futuro. Ho investito in Australia in una azienda di frutta che sta andando piuttosto bene. La mia intenzione originale era di proseguire il prossimo anno, ma qui i contratti sono stagionali. Sono quattro anni che inseguiamo arcobaleni, un periodo lungo nelle corse, e diventa sempre più difficile".

Frequenterai comunque il paddock del motomondiale?

"Non credo che tornerò prima di Indianapolis. Mia moglie sta per affrontare un'altra operazione, anche se sta bene, quindi è un buon momento per me per tornare a casa".

E i 'tuoi' meccanici?

"Sono un po' nel limbo. Non se lo aspettavano nemmeno loro. Ora Valentino si incontrerà con loro e gli spiegherà la situazione".

Sei stato al fianco ci Gardner, Doohan e Rossi. Chi scegli?

"Valentino, ha vinto in tutte le classi in cui ha corso. Fa parte di un gruppo più ristretto rispetto agli altri due".


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