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MotoGP, Marquez-Lorenzo: chi più sbaglia meno paga

Marc ha collezionato 15 cadute in 17 GP, Jorge solo 3 ma con conseguenze gravi

Una vecchia massima, mescolando ironia a fatalismo, recita che i motociclisti si dividono in due categorie, quelli che sono già caduti e quelli che devono ancora cadere. Neanche i campioni delle due ruote le sfuggono, perché per vincere il ‘trucco – se così si può dire – è proprio trovare quel limite che divide un giro veloce da un ruzzolone nella ghiaia. L’errore è il nemico contro cui tutti lottano, sapendo che prima o poi ne verranno sconfitti. La speranza è che le conseguenze si limitino a un’arrabbiatura e che non accada in gara.

Marquez e Lorenzo in questa stagione hanno avuto a che fare con qualche incidente, ma con conseguenza diametralmente opposte. Il debuttante l’asfalto l’ho assaggiato spesso, ma tutto sommato con danni contenuti. Il campione del mondo è andato in terra poco, ma ha pagato subito salato il conto. Marc in 17 Gran Premi è volato 15 volte, raggiungendo al Mugello il picco massimo. Nel GP d’Italia, il catalano è caduto ben quattro volte, nei primi tre turni di libere e poi in gara. Errori ampiamente giustificabili, che quando si sale su una MotoGP per la prima stagione si devono mettere in conto.

Jorge LorenzoMarquez non è comunque il ‘miglior’ cascatore, battuto da Hernandez nella speciale classifica a quota 18 cadute, ma è comunque davanti agli altri due rookie, Iannone e Smith, protagonisti rispettivamente di 11 e 7 ruzzoloni. A parte la quantità, Marc non ha soprattutto mai avuto conseguenze gravi da questi sbagli. Il volo più terribile è stato al Mugello alla staccata della San Donato, ma si è alzato con poco più di qualche graffio. Quello con più duro a Silverstone nel warm up, con la conseguente lussazione della spalla che però non gli ha impedito di gareggiare (e salire sul podio).

Tutto l’opposto del piccolo diavolo, Lorenzo. Il maiorchino ha sbagliato poco, quasi nulla, ma se si trova a dovere sperare nell’impossibile per riconfermarsi campione la colpa è proprio di questi errori. Jorge è finito a terra appena tre volte in 17 GP, ma per due volte è significato trovarsi in ospedale. La prima volta è stata a Barcellona, senza conseguenze. Poi le due cadute di Assen e Sachsenring, curiosamente capitate entrambe nel secondo turno di libere. In Olanda si fratturò la spalla e torno miracolosamente per la gara dopo un’operazione, in Germania ribatté sullo stesso punto e fu costretto a dare forfait.

Discorso simile per Pedrosa, anche lui nelle ghiaia appena 6 volte (ma con colpa solo 5, perché ad Aragon cadde per il sensore tranciato). A parte una predilezione per le qualifiche (3 cadute in quel turno), Dani ha pagato caro l’errore al Sachsenring, con una clavicola fratturata.

Alla fine, chi più sbaglia meno paga. Scherzi a parte, queste statistiche servono a dimostrare ancora una volta le differenze nella stagione dei due avversari. Marquez, da debuttante, è stato costretto a rischiare molto per trovare il limite della moto e le cadute erano inevitabili. Lorenzo invece è stato praticamente perfetto, ma quando ha sbagliato le conseguenze sono state pesanti.

Si sa, per vincere occorre anche un po’ di fortuna come alleato.

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