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MotoGP, Valencia: Marquez nel segno di Rossi

Come nel 2006, l'arena spagnola torna decisiva. I possibili scenari

In gergo americano vengono definiti "close-out games", gli incontri al termine di una serie in parità, dove si vince o si torna a casa. Il gran finale della MotoGP a Valencia fa parte di quelle sfide che si preannunciano leggendarie e rappresenta un'eccezione nella storia recente del motomondiale, dove raramente i titoli si decidono all'ultima gara, ma parte comunque con un favorito.

Marc Marquez ha tredici punti di vantaggio su Jorge Lorenzo con 25 in palio, e i due connazionali protagonisti di diverse schermaglie dentro e fuori dalla pista sono gli unici rimasti in corsa per il jackpot. Non capitava dal 2006, quando Valentino Rossi si presentò a Valencia con otto punti di vantaggio su Nicky Hayden, salvo poi incappare in una scivolata che lo relegò al tredicesimo posto al traguardo, non sufficiente per impedire all'americano (terzo) di laurearsi campione per sole cinque lunghezze. Prima di allora, l'ultima volta che il titolo rimase in palio fino alla gara di chiusura fu nel 1992, quando Wayne Rainey piegò Mick Doohan nella volata iridata per soli quattro punti grazie ad un terzo posto a Kyalami (anche se allora si usavano punteggi diversi, con dieci piloti a punti su una scala da 20 a 1).

Una sfida del genere è impreziosita dalla sua rarità storica. Curiosamente, tale occorrenza è l'ennesima similitudine tra Marquez e Rossi. Dopo i sorpassi "fotocopia" di Jerez (ai danni di Lorenzo) e Laguna Seca (allo stesso Rossi), il giovane catalano si trova nuovamente alle prese con una situazione che ricorda da vicino quella del suo idolo.

A soli 20 anni e con la possibilità di diventare il più giovane campione di sempre nella storia della classe regina, la pressione ha superato i livelli di guardia. Il rookie ha comunque dimostrato di saper dosare calcolo e azzardo al momento opportuno. A Sepang e Motegi ha chiuso al secondo posto, e senza l'errore dai box a Phillip Island, probabilmente il mondiale sarebbe già chiuso. Lorenzo, dal canto suo, ha dimostrato una volta di più il proprio spirito guerriero, lottando a spada tratta per difendere lo scettro contro i "draghi" Honda, che nel 2013 hanno fatto fuoco e fiamme.

In Spagna, un quarto posto (indipendentemente dai risultati altrui) sarebbe sufficiente a Marquez per diventare campione. Altre possibili combinazioni:  da quinto a ottavo con Lorenzo secondo o peggio, da nono a dodicesimo con Lorenzo terzo o peggio, da tredicesimo a quindicesimo con Lorenzo giù dal podio, o senza punti ma con Lorenzo quinto o peggio. A scanso di equivoci, Marquez ha già dichiarato che punterà alla vittoria, senza troppi calcoli. Teoricamente, Valencia è un terreno di scontro neutro, dove Honda e Yamaha hanno brillato in proporzioni più o meno identiche: Lorenzo ha vinto nel 2010 saltando l'anno successivo per infortunio (con Stoner vittorioso su Spies in volata), Pedrosa si aggiudicò una gara anomala lo scorso anno dopo la caduta di Lorenzo quando era abbondantemente in testa nel tentativo di "doppiare" Ellison.

Insomma, la storia si ripete, ma questa volta Marc farà di tutto per non ripetere i passi di Valentino. Il finale non è ancora scritto. Chi vincerà secondo voi? Scriveteci QUI.

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