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MotoGP, Marquez: meglio secondo che a terra

Marc: "il titolo non era l'obiettivo ma ci proverò". Pedrosa: "la loro lotta non è affar mio"

Le ultime due gare non hanno sorriso a Marc Marquez, ma il catalano ha mostrato una tempra da pilota navigato. Le cose si sono complicate nelle libere del mattino, con una caduta che lo ha costretto a qualche infiltrazione, come se non bastasse un unico turno asciutto, incubo di qualsiasi dilettante. Eppure è riuscito ugualmente a battersi ad armi pari con un Lorenzo praticamente perfetto. Dimostrando di essere capace a non cadere nei suoi tranelli e di accontentarsi quando ce ne è bisogno.

La mia occasione non l’ho perduta oggi ma a Phillip Island – riflette – Qui ho dato il massimo e sono soddisfatto. La caduta nelle libere è stata violenta, mi faceva molto male alla spalla e ho dovuto prendere degli antidolorifici. Stavo provando le gomme dure, erano fredde, soprattutto dopo il tunnel, e ho perso l’anteriore. Ma questa non è una scusa, non mi ha limitato, semplicemente non sono stato abbastanza veloce”. Relativamente, perché il piccolo diavolo è pur sempre un debuttante che non aveva mai guidato una MotoGP al Twin Ring. “Questa mattina mi sono accorto che riuscivo a essere veloce per un giro, ma non costante – spiega – Dovevo trovare i riferimenti e non era semplice, ho faticato. Sono cose che di solito accadono il venerdì e in effetti questo è stato il primo giorno di prove”.

In gara però non è sembrato avesse alcun timore. “Sono partito cauto, poi ho cercato di essere aggressivo come sempre – racconta Marc – Il setup non era perfetto, non c’è stato tempo per sistemarlo. Era così per tutti”. Lorenzo a un certo punto è scappato e Marquez ha deciso di non seguirlo. “Jorge ha fatto tutto quello che doveva fare – continua – cercare di vincere e spingere per portarmi all’errore. Riandarlo a riprendere sarebbe stato troppo rischioso, ho preferito prendere 20 punti importanti per il campionato”.

Impossibile non parlare del titolo, di quei 13 punti di vantaggio e della sola gara rimasta. “Non vorrei tirarmela dicendolo – ride il catalano – ma spero che quello di Valencia sia un fine settimana normale. So che il Mondiale sarà più importante della vittoria, ma dovrò vedermela con Jorge e Dani, due piloti con grande esperienza. Io sono al primo anno in MotoGP, è già bello lottare con loro”. Questo non significa che giocherà in difesa. “Al debutto l’obiettivo non era certo il titolo, ma adesso che ci sono non mi tirerò indietro – afferma Marquez – Devo solo stare concentrato”.

Anche in una giornata difficile, Marc ha avuto il tempo di gioire assistendo alla prima vittoria in Moto3 di sui fratello Alex. “Ho perso il 20% delle energie guardando la sua gara, ero nervosissimo – scherza – Sono felicissimo, era già stato vicino a ottenerla e finalmente c’è la fatta. Il piccolino sta arrivando, bisogna spingere di più adesso per non farsi prendere”.

Marc Marquez e Dani PedrosaDall’altra parte del box Honda, invece, Dani Pedrosa deve prendere coscienza di essere ormai matematicamente fuori dai giochi. “L’ho capito già in gara – spiega – Sono partito fiducioso, ma ho fatto un errore alla prima curve arrivando largo. Avevo un buon passo all’inizio, sono stato calmo per non commettere errori considerando che non avevamo potuto provare molto. Ma non riuscivo a uscire veloce dalle curve come al solito e dovevo recuperare in frenata”. Un problema che è peggiorato con il passare dei giri. “Il posteriore scivolava sempre di più e non riuscivo a stare dietro a Marc e Jorge – continua – Di più non potevo fare”.

A Valencia sarà spettatore per la lotta al titolo, ma potrebbe anche essere un elemento fondamentale capace di cambiare gli equilibri. “Questo non mi riguarda – sottolinea Dani – il campionato è affare loro, io mi limiterò a fare il migliore GP possibile”. Quando  gli si chiede, infine, chi preferirebbe fosse il vincitore, risponde solo con un sorriso”.

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