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MotoGP, Hayden: spingo da ex e con la vecchia D16

"Ducati non ha voluto darmi le ultime evoluzioni". Dovi: "troppo poco tempo per prendere ritmo"

Nicky Hayden ha riportato la Ducati in prima fila, un risultato che mancava dal terzo posto sullo schieramento di Dovizioso al Mugello. L’americano, invece, non vedeva strada libera di fronte a sé al semaforo da Jerez 2012. “Tutti si stupiscono perché spingo ancora anche se ormai sono un ex, ma per me sarebbe strano mollare – dice col sorriso sulle labbra – I ragazzi del mio team mi spronano, e hanno fatto un ottimo lavoro oggi, e io sono un professionista”.

Un risultato ottenuto con la ‘vecchia’ versione della Desmosedici e l’americano si toglie anche un sassolino dalla scarpa. “I piani erano che avrei provato la nuova versione nei test dopo la gara di Misano e poi l’avrei usata per il resto della stagione – racconta – Non sono stato felice quando lì ho scoperto invece che non l’avrei avuta a disposizione e neanche dopo. Potevo aspettarmelo, ma alla fine non capisco bene la loro decisione. Sarebbe stato utile per loro avere più dati a disposizione. Comunque non penso che la differenza fra le due moto sia troppo grande”.

Hayden per la gara è realista e non si fa illusioni. “La differenza oggi l’ha fatta il bagnato, non altro – sottolinea – Sappiamo che i problemi della nostra moto in queste condizioni si alleviano. Fino a 20 minuti dalla fine pensavo di potermi giocare la pole position, ma poi con la pista che andava asciugandosi gli altri hanno migliorato molto e io no. Domani sarà importante sfruttare la strada libera alla partenza”.

Andrea DoviziosoAndrea Dovizioso, invece è riuscito a migliorare solo sul finale dopo un avvio in cui si è trovato lontanissimo dai primi. E’ stata sia colpa dell’assetto che mia, non sono stato abbastanza pronto ad adattarmi alle condizioni del circuito - ammette – Per fortuna non sono andato nel panico nonostante il ritardo fosse alto e sono riuscito a migliorarmi”. Il bagnato ha poi dato una mano, “anche se non abbiamo potuto fare la stessa differenza di Le Mans – continua – Qui il grip era fantastico e noi siamo avvantaggiati quando è scarso. Sono sorpreso dei tempi”.

Domani sarà fondamentale essere rapidi nel capire i cambiamenti da fare sull’asciutto. “Spero non sia troppo freddo e di potere lavorare bene – spiega – Per i freni sono fiducioso del lavoro fatto da Brembo, anche oggi però abbiamo avuto qualche problema. Sono tutti dati importanti per il prossimo anno”.

Fra le fila del team Pramac, il migliore è stato Yonny Hernandez. “Sono decimo, il mio migliore risultato di sempre – esordisce – Era la mia prova volta sull’acqua e mi sono trovato bene. C’è tantissima aderenza, non ho ha ancora capito il limite del posteriore, ci sono margini di miglioramento”. Più in difficoltà Andrea Iannone, solo 15°. “Abbiamo usato il setup che abbiamo utilizzato nelle ultime gare ed è stato un errore, perché sul bagnato non sembra funzionare – spiega – La moto si muoveva tanto e facevo anche fatica a inserirla in curva. Inoltre devo ancora capire il limite delle Bridgestone da bagnato”.

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