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MotoGP, Marquez-Lorenzo: tutto in 50 minuti

Jorge: "non mi preoccupo delle condizioni". Marc: "vigilia difficile? No, come tante"

Lorenzo e Marquez non si sono presentati impreparati all’unico turno disputato a Motegi, che è valso lo schieramento di partenza. Jorge era in territorio nemico, Marc alle prese con un circuito nuovo su una MotoGP e alla pista bagnata, con cui ha ancora poca famigliarità. I risultati non sono cambiati: il maiorchino primo e il catalano in coda. Un antipasto della sfida di domani. “Avevo detto ieri che solitamente mi adatto in fretta, che prendo subito il ritmo e così è successo – racconta – Però all’inizio sono stato molto cauto. Nelle precedenti occasioni sotto la pioggia non era andata bene. A Le Mans non avevo fiducia e al Sachsenring mi sono infortunato”.

Paure che ha sconfitto sul campo. “Lentamente ho trovato fiducia e ho potuto spingere al massimo, ne è venuto fuori un buon giro” ammette. Tutto il lavoro di oggi potrebbe però essere inutile, perché domani le previsioni dicono che sarà asciutto. “E quindi i 50 minuti di libere saranno importantissimi – continua Jorge – Bisognerà trovare l’assetto giusto, ma questa è un’altra occasione per il titolo e io sono fiducioso. Punto alla vittoria”. Lorenzo sta cercando di caricarsi e ci sta riuscendo nel migliore del modi. “Non mi preoccupano le condizioni che troverò domani, asciutto o bagnato per me è uguale. Devo solo provare a battere Marc”.

Il diretto rivale avrebbe invece fatto volentieri a meno di tanta confusione. “Dopo Phillip Island avrei preferito un weekend più normale – sottolinea Marc MarquezMa alla fine sono riuscito a mantenere la calma. Ho cercato di rimanere concentrato e ho raggiunto la prima fila, il mio obiettivo”. Una dimostrazione di maturità, per quello che si fa fatica a credere sia solo un debuttante. “Non è stato semplice entrare in pista e trovarsi sotto l’acqua – continua – Alla fine, quando sono andato più veloce, il setup della mia moto ha mostrato dei limiti. E’ normale, abbiamo avuto poco tempo per lavorarci su”.

Il piccolo diavolo spera nell’asciutto per domani, “e di essere abbastanza fortunati di trovare buone condizioni già nella mattina. So che dovrò subito adattare la moto e trovare i giusti riferimenti” aggiunge.  Nonostante tutto quello successo, Marquez dimostra ancora un atteggiamento zen: non ho mai detto che vincere il campionato sarebbe stato facile, ma vivo questa vigilia come quella australiana. Non ho difficoltà a prendere sonno, anche il terremoto ha faticato a svegliarmi – scherza – Non sento una pressioni importante sulle sue spalle”.

Neanche la scaramanzia gioca a suo sfavore. Dopo che il suo sponsor, per sbaglio, ha pubblicato un tweet e una pagina in cui lo incoronava campione del mondo. “Non ho visto, me lo hanno riferito – dice – Non credo a queste cose, anche se sarebbe stato meglio non succedesse”.

Dalla prima fila manca invece, ancora una volta, Dani Pedrosa. “E’ un po’ strano il fatto di non riuscire mai riuscire a partire davanti negli ultimi GP, ma non me ne preoccupo” sottolinea. Oggi, la causa del suo 4° posto non gli è del tutto chiaro. “Con il primo treno di gomme andava tutto bene – racconta – Poi le ho cambiate e non sono più riuscito ad avere fiducia, anche se non avevamo fatto nessuna modifica alla moto. Anzi alla fine sono stato fortunato a non scivolare più indietro in classifica, perché la pista si stava asciugando e tutti miglioravano i loro tempi”.

Anche per lui la mattinata di domani si preannuncia intensa. “I dati che abbiamo dai test fatti qui servono poco – specifica Dani – Ogni pilota ha il suo stile. Non sarà facile mettere a posto la moto e con 50 minuti soli a disposizione non c’è tempo per fare grandi cambiamenti”.

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