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MotoGP, Spies si ritira, prima scelta Laverty

Nel 2014 Ducati schiererà 3 Factory e una Open, possibilità per Petrucci

Ben Spies ha detto basta. Una decisione era nell'aria nell’aria da molto tempo tanto che ne avevamo parlato come possibilità giovedì scorso, ma  la conferma definitiva è arrivata solo nelle ultime ore. Le condizioni delle due spalle infortunate non sono ancora buone e al momento il texano non può garantire di guidare una MotoGP al 100% nella prossima stagione. Gli infortuni hanno pesato molto sul suo fisico, tanto che quest’anno è stata un mancato protagonista per tutta la stagione.

Spies ha trovato di comune accordo con Ducati una soluzione per rescindere il contratto che lo legava alla Casa di Borgo Panigale anche per il prossimo anno. Ormai l’accordo è firmato e Paolo Ciabatti ci ha confermato che il comunicato ufficiale è una questione di ore.

A questo punto i piani per la Ducati cambiano, perché la presenza di Ben era l’unico motivo per schierare il prossimo anno quattro moto con specifiche Factory. Uscendo di scena l’americano, nel 2014 solo Dovizioso, Crutchlow e Iannone disporranno del materiale ufficiale, mentre la seconda moto schierata da Pramac sarà una Open. In sostanza la Desmosedici di quest’anno con 24 litri di carburante a disposizione e il software fornito dall’organizzatore del campionato.

Rimane il punto interrogativo su chi ci salirà. Ducati aveva già avuto contatti con Eugene Laverty nelle scorse settimane, ma non si era riusciti a trovare un accordo sull’ingaggio. L'inglese aveva chiesto 500.000 euro, la Ducati aveva ribattuto con meno della metà. La situazione però adesso è cambiata e l’inglese è la prima scelta di Bologna. I vertici dell’azienda si stanno già muovendo per riprendere i contatti e chiudere la questione il prima possibile. Ancora una volta, grazie ad una gestione a dir poco approssimativa del management sulle piste la Rossa si trova ad inseguire, quasi a supplicare.

Se non si riuscisse a chiudere con lui, due sono gli altri possibili nomi. Yonny Hernandez, che sta sostituendo Spies sulla D16 in queste ultime gare, o Danilo Petrucci, a cui era già stato offerto il ruolo di collaudatore lo scorso anno.

Non dovrebbero esserci altre Ducati in pista nella prossima stagione. Le trattative con la Iodaracing di Giampiero Sacchi continuano da mesi, ma al momento non si è trovato ancora un accordo e Motegi è il termine ultimo per chiudere il contratto.

Nel frattempo ieri è stato ufficializzato il divorzio Batta-Superbike e non c'è ancora una soluzione sulla squadra ed i piloti 2014. Meno male che è arrivato Gigi Dall'Igna, almeno possiamo sperare in una guida salda per il 2014 perché quella 2013 è stata un vero fallimento. Confidiamo che Claudio Domenicali, uomo di corse egli stesso, se ne renda conto.

Le dichiarazioni contenute nel comunicato diffuso da Ducati:

Ben Spies: "Ero davvero molto contento di poter correre con la Ducati in MotoGP e Ducati mi ha supportato nel miglior modo possibile durante questo anno così difficile. Sono quindi estremamente deluso dal fatto di non essere riuscito a realizzare i miei obiettivi personali e quelli del team. Voglio ringraziare tutti: gli organizzatori, le Case, le squadre e tutti i miei fans per avermi aiutato e supportato durante tutta la mia carriera. Quando ho iniziato a correre non avrei mai immaginato di poter raggiungere il livello di successo che ho avuto negli ultimi venti anni di competizioni, ma è giunto il momento di fermarmi e lo faccio con grande tristezza".

Paolo Ciabatti: "Avevamo delle grandi aspettative quando Ben è arrivato in Ducati all’inizio di quest’anno, e speravamo davvero che potesse rimettersi in piena forma dopo l’infortunio subito a Indianapolis e che potesse continuare a correre per noi nel futuro. In ogni caso capiamo i motivi della sua decisione e li rispettiamo. E’ davvero un peccato per il nostro sport che Ben abbia deciso di smettere di correre, perché secondo noi è uno dei piloti di maggior talento al mondo. Sicuramente ci mancherà molto e gli facciamo i nostri migliori auguri per il suo futuro".

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