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MotoGP, Bridgestone: impreparati alla velocità

"In curva 12 km/h in più dello scorso anno. Faremo un test a Phillip Island in inverno"

A Motegi Bridgestone ha voluto fare il punto della situazione su quando accaduto a Phillip Island la scorsa settimana. Le gomme sono state le protagoniste, in negativo, del weekend di gara e il fornitore giapponese si è dimostrato incapace di garantire la sicurezza delle sue coperture oltre i 10 giri. Ne è conseguita una gara condizionata dal flag-to-flag e continui cambi sulla distanza totale. Hiroshi Yamada, manager della Casa nipponica, ha incontrato i giornalisti per rispondere dell’accaduto.

Cosa ha provocato i problemi alle gomme in Australia?

Abbiamo spedito gli pneumatici al nostro centro tecnico in Giappone subito dopo la gara, insieme ai dati della telemetria delle squadre. La causa è stata la maggiore velocità in curva delle MotoGP. Ci aspettavamo che con il nuovo asfalto aumentasse ma non eravamo preparati a un innalzamento così grande. Mediamente la velocità in curva è stata di 12 km/h più veloce rispetto al 2013. Questo ha portato a un carico energetico sui pneumatici superiore del 20% che ha causato il surriscaldamento degli pneumatici”.

Non si poteva fare nulla per evitarlo?

Abbiamo provato a gestire la situazione modificando la pressione degli pneumatici e portando una gomma con mescola extra-dura, ma non abbiamo avuto i risultati sperati. Ci aspettavamo un innalzamento delle velocità, ma non a questo livello”.

Anche la temperatura più alta dell’asfalto ha contribuito?

Sicuramente era maggiore di 10° rispetto allo scorso anno, ma è difficile dire in che percentuale abbia inciso. Non credo che questo sia stato il problema principale”.

Come interverrete per il futuro?

Posso assicurare che questo problema non ci sarà più. Stiamo già parlando con Dorna, IRTA e le squadre per un test in inverno a Phillip Island. Ci piacerebbe avere tutti i piloti, ma ne basterebbero anche solo dai tre a cinque con moto factory. Il problema è che fino alla fine di gennaio non è consentito provare e a febbraio sono già stati decisi i due test di Sepang. Non c’è molto tempo e bisogna verificare anche la disponibilità della pista. Siamo fiduciosi del fatto che se andremo a provare il prossimo anno potremo garantire per l’intera lunghezza della gara”.

Perché non avete fatto un test lo scorso inverno, sapendo della riasfaltatura?

Ne avevamo discusso, ma poi si era deciso di andare ad Austin a metà marzo. Quella era una pista completamente nuove, non avevamo dati ed era una priorità raccoglierli”.

Il prossimo anno entrerà l’Argentina ed è prevista la riasfaltatura di Indianapolis. Come vi comporterete?

In Argentina siamo già stati con sei piloti per due giorni e abbiamo dati sufficienti. Per quanto Indianapolis, invece, non ci sono ancora informazioni su quali parti saranno soggette a lavori e in che modo. Raccoglieremo tutti i dati necessari”.

Anche a Valencia, il prossimo GP, ci sarà un nuovo asfalto.

Quello non è un circuito severo per quanto riguarda le gomme. Conosciamo le sue caratteristiche e pensiamo non ci saranno problemi”.

C’è la possibilità di una sanzione economica da parte di Dorna nei vostri confronti?

“Non ne ho mai sentito parlare. Spero di no (ride)”.

I piloti si lamentano spesso di non avere scelta per la gomma posteriore, funziona solo la più morbida. Come interverrete?

Siamo a conoscenza di questa situazione. L’aspetto positivo è che la mescola più morbida ha dimostrato di avere un grande range di utilizzo, ma capiamo che vogliano avere possibilità di scelta. Abbiamo fatto provare loro un nuovo pneumatico nei test di Misano e tutti hanno espresso soddisfazione, è migliore del precedente. Lo avranno a disposizione per il GP di Valencia. Inoltre, qui a Motegi, abbiamo portato una nuova mescola extra-morbida”.

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