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MotoGP, Rossi: Marquez? più pressione ma favorito

Valentino sul GP di Motegi: "la pioggia potrebbe aiutarci, con l'asciutto freni sotto osservazione"

Valentino Rossi fa da spettatore di eccezione nella lotta di Lorenzo e Marquez, con la speranza di intromettersi domenica. Le polemiche fra i due non accennano a diminuire e il Dottore è spesso chiamato in causa per un’opinione. Anche per l’ultimo episodio, quello del ricorso contro Marc, non si è tirato indietro e ha dato la sua versione: “vedendo quello che è successo, direi che la colpa è di entrambi – spiega – Jorge era leggermente largo in entrata, mentre Marc non ha guardato uscendo dalla corsia box”.

Pensi che la situazione di Marquez per il titolo sia cambiata dopo Phillip Island?

Sicuramente adesso ha più pressione addosso, ma è difficile dire quanto incida. È sempre andato forte e l’ha fatto anche in Australia. Secondo me, il favorito rimane lui, il potenziale per vincere il titolo ce l’ha. Però rimangono solo due gare e tutto può succedere, soprattutto qui a Motegi dove è prevista pioggia”.

A proposito dell’acqua, potrebbe favorirti?

In questa stagione siamo stati fortunati, non corriamo una gara bagnata da Le Mans e in questi periodi la moto è cambiata molto. La pioggia potrebbe aiutarci, sono sempre stato competitivo in quelle condizioni con la M1”.

Anche perché qui partite svantaggiati.

Sulla carta è una pista Honda, la loro moto è molto forte in frenata. Però lo è soprattutto quando bisogna staccare a moto inclinata, mentre a Motegi le staccate sono a moto dritta. Forse non saranno così incisive”.

Valentino Rossi e Masao FurusawaQui i freni, lo scorso anno, hanno dato molti grattacapi.

“Questo è un circuito molto duro, sia per il fisico che per la moto. Nella scorsa stagione a Motegi gli impianti frenanti hanno dato problemi, ma a me è successo nel corso di questa in altri circuiti, in Malesia per esempio. Qui userò sia i dischi maggiorati che gli air intaker”.

Prima di arrivare qui sei stato da Furusawa, cosa vi siete detti?

Masao è in pensione e si è trasferito a Tokyo, mi ha chiesto di andare a trovarlo e ho subito accettato. Lui per me è stata una persona molto importante in Yamaha. Abbiamo pranzato insieme, ma senza parlare di lavoro”.

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