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MotoGP: il tifone contro Marquez?

Già successo a Motegi nel 2009, libere decisive. Il rookie obbligato a forzare

Come se gomme, reclami e penalità non complicassero già abbastanza le cose, il tifone Francisco, che sta attraversando l'Oceano Pacifico, rischia seriamente di compromettere le svolgimento delle qualifiche della MotoGP a Motegi. Dal punto di vista della sicurezza non dovrebbe rappresentare un problema, dal momento che non sono previste le consuete raffiche di vento, ma in caso di abbondanti precipitazioni saranno le libere di domani a determinare la griglia di partenza.

Non sarebbe certo la prima volta che il motomondiale si trova ad affrontare una situazione simile. In Giappone era già successo nel 2009, quando i turni di qualifiche di tutte e tre le categorie furono cancellati a causa delle forti piogge. Stesso copione in Malesia nel 2006, mentre risale a tempi più recenti il GP del Portogallo, a Estoril nel 2010, quando Jorge Lorenzo fu il più veloce al venerdì davanti a Hayden e Rossi. Lo scorso anno, invece, si ripropose diverse volte la situazione inversa. Con turni bagnati al venerdì, spesso e volentieri i piloti hanno lasciato la pista semi-deserta per evitare rischi (ed infortuni) inutili.

Da sottolineare come, in caso di FP1 ed FP2 decisive, l'esperienza favorisca Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa rispetto a Marc Marquez, un debuttante che, per quanto veloce a prendere i riferimenti (vedi la gara di Le Mans sotto la pioggia), si trova così sotto ulteriori pressioni. Dopo la bandiera nera in Australia, è arrivata anche la richiesta da parte di Yamaha di aggiungere un punto alla sua patente. Se accolta, partirebbe dal fondo dello schieramento. Non resta che attendere l'apertura della pit-lane domattina (nella notte italiana) per vedere come reagirà il leader della classifica iridata. Tra lui e Lorenzo è ormai guerra aperta, sia mentale che fisica, ed ai sorrisi di circostanza hanno lasciato spazio le spallate. Chi avrà maggior sangue freddo?

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