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SBK, Jerez: il bello, il brutto, il cattivo

Sykes vive il sogno, Laverty suona la sveglia. SBK già verso il 2014

Dal grigio freddo della Borgogna, il campionato Superbike si è spostato sotto il caldo sole dell'Andalusia per il gran finale. Un'ultima battaglia per i guerrieri delle derivate di serie, la più importante. Alcuni hanno giocato in difesa per difendere roccaforti espugnate faticosamente, altri hanno operato un assalto all'arma bianca per cercare di cambiare un destino apparentemente scritto. Nessuno ha fatto prigionieri, concludendo degnamente una campagna lunga nove mesi, e già si serrano i ranghi per il prossimo anno.

IL BELLO – La prima volta non si scorda mai, e a Jerez Tom Sykes ha intagliato nella memoria sua e degli appassionati un ricordo indelebile centrando il primo mondiale in carriera e riportando la Kawasaki in vetta dopo 20 anni di digiuno. Il suo linguaggio del corpo dopo il trionfo ci consegna un pilota umano, dall'indole semplice quanto complicato da affrontare in pista. La Spagna ha peraltro sorriso anche due italiani: Franco Morbidelli ha centrato il titolo della Stk600, Niccolò Canepa si è invece dovuto accontentare (si fa per dire) del secondo posto nella 1000.

IL BRUTTO – Tra problemi tecnici, infortuni, ed imprevisti cambi di programma, Marco Melandri ha vissuto una stagione travagliata. Inizialmente tra i favoriti d'obbligo, il ravennate ha visto le sue quotazioni scendere progressivamente fino a chiudere al quarto posto. Il talento non è mai stato in discussione, semmai è lo spirito che sembra averlo tradito qua e là. In Gara 1 ha stretto stoicamente i denti nonostante una caviglia KO ed è stato piegato solo da un Laverty in stato di grazia. Poi è arrivata la notizia del forfait a causa dell'aggravarsi delle condizioni alla caviglia. Forse la mente è già ai test di domani. L'occasione è di quelle giuste, che si finalmente arrivato il suo momento?

IL CATTIVO – Eugene Laverty ha ottenuto nove vittorie in questa stagione, tante quante Tom Sykes, l'unico ad averlo preceduto in campionato. Nelle ultime gare è stato lui il protagonista indiscusso, eppure si vede costretto a lasciare la squadra ufficiale Aprilia, dove invece resta Guintoli, più costante ma incapace di ripetere la vittoria dall'esordio alla fine della stagione. A Jerez, Laverty, solitamente quieto, ha alzato i toni dentro e fuori dalla pista, togliendosi qualche macigno dalle scarpe. In Aprilia lo hanno sentito, e dietro le quinte si lavora per la sua permanenza con Noale, magari affidandolo a Batta. Nel caso, tra lui e Melandri saranno quasi certamente scintille.

LA DELUSIONE – Dopo un inizio di stagione promettente, la stella di Michel Fabrizio si è lentamente offuscata tra problemi con la squadra e preoccupazioni per l'avvenire. Prima del passaggio ad Honda come sostituto di Rea, il romano era sesto in campionato e primo su moto privata. Ora rischia seriamente di rimanere a piedi. Lui vuole, giustamente, restare in SBK, ma ci sono ben più piloti che moto a disposizione. Aprilia o Suzuki sono le uniche possibilità rimaste.

IL SORPASSO – Voto quasi unanime della giuria per la mossa all'esterno di Laverty su Melandri all'ultima curva in Gara 1. Avere davanti a sé colui che prenderà il suo posto in squadra lo avrà certamente motivato, ma l'irlandese ha mostrato una certa creatività oltre la rabbia agonistica. Per di più in una curva nota per le "spallate". Entusiasmante.

LA CONFERMA – Per la seconda volta consecutiva, Lorenzo Lanzi ha piazzato la "vecchia" 1098 davanti alle Panigale. Il pilota di San Piero in Bagno sta vivendo una seconda giovinezza, ma anche causando indirettamente qualche grattacapo al team ufficiale Ducati, dove rimbalzano accuse tra moto e piloti, sempre più ai ferri corti.

LA SORPRESA – Nonostante un piede maciullato da sette fratture (incidente in prova in Turchia), Leon Camier ha chiuso Gara 2 al sesto posto, il suo quarto miglior risultato stagionale. Il suo posto in Suzuki rimane in pericolo, ma l'inglese ha dimostrato una volta ancora di avere cuore da vendere. Un applauso anche a Kevin Calia, sesto sulla Panigale del team Barni nella Stk1000. Il giovane campione nel 2012 nel CIV Moto3 era caduto nel dimenticatoio in inverno, ma sta progressivamente convertendosi in un pilota da derivate di serie, tanto che il suo debutto nel mondiale a tempo pieno pare sempre più probabile.

L'ERRORE – La manovra di rientro in pista di Sylvain Barrier dopo una scivolata in Gara 2 ha rischiato di causare un pericoloso incidente con Broc Parkes. Il pilota francese, già protagonista di alcune mosse al limite nella Stk1000, è finito sotto investigazione, ma nulla di più. Come nella MotoGP, sembrano esserci arbitri "all'inglese".

LA CURIOSITÀ – Il nome arabo di Jerez, situata sulla vecchia frontiera tra Cristiani e Mori, è "sherish". Da qui il nome dello "sherry", vino liquoroso tipico della località.

IO L'AVEVO DETTO – "Ho una sola strategia: vincere entrambe le gare, e sperare che Sykes non mi stia alle costole", aveva detto Laverty alla vigilia. Ha fatto tutto ciò che poteva per rispettarla, ma l'amico-rivale non ha ovviamente collaborato.

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