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MotoGP, Marquez: errore nostro, penalità dura

Suppo: "mi assumo la responsabilità. E' stato un errore di calcolo, così vanno le gare"

E’ stato un nostro errore”, Marc Marquez ci tiene a parlare chiaro e a non nascondere quello che ha funzionato. La squadra ha sbagliato, ha interpretato male il regolamento e da quell’episodio sono nati tutti i guai e la conseguente bandiera nera. Un colpo duro in campionato, perché il bottino di 43 punti alla vigilia si è ridotto a 18.

Cosa è successo Marc?

Abbiamo sbagliato completamente la pianificazione, pensavamo che ci si potesse fermare anche alla fine del 10° giro, non avevamo considerato che l’11° sarebbe iniziato nella pit lane. Non c’è stato nessun problema di comunicazione dal muretto, io mi sono fidato e sono entrato quando me lo hanno segnalato. Abbiamo fatto confusione, ma si impara da ogni errore”.

Non ti sei insospettito quado hai visto entrare Lorenzo?

No, pensavo che lui avesse scelto il primo giro per fermarsi, noi avevamo deciso che l’avremo fatto al secondo. La tabella segnalava ‘L1’, quindi era tutto normale per me”.

Chi ha preso la decisione sulla strategia?

Ero insieme alla mia squadra c’erano Santi (Hernandez, il capomeccanico ndr) ed Emilio (Alzamora ndr), in tutto eravamo in quattro. Sono cose che succedono, a volta sbaglia uno, alte volte un altro. Siamo tutti persone”.

Ti sei accorto dello sbaglio quando hai visto la bandiera nera?

Neanche in quel momento. Pensavo che il motivo fosse avere tenuto una velocità troppo alta in pit lane, o avere tagliato la linea in uscita”.

Trovi giusta la penalizzazione?

E’ sicuramente molto, molto dura. Potevano infliggermi dei secondi di penalizzazione, magari un drive through. Alla fine ho fatto solo un giro in più. E' stata la sanzione più grave che potessero decidere, ma rispetto il loro giudizio”.

E il contatto con Lorenzo?

Non me lo aspettavo, ci siamo trovati in una situazione strana. Non ero in mezzo alla traiettoria, ma io stavo stringendo e Jorge è arrivato un po’ lungo. Non è una cosa a cui do troppa importanza, può succedere”.

Non è stato un fine settimana perfetto.

Avrei preferito un weekend più tranquillo, invece è successo di tutto. Nei giorni scorsi lo avevo detto che sarebbe potuto ancora capitare di tutto, che il campionato era lungo. Bisogna solo dimenticare tutto al più presto”.

Ci sono anche dei punti positivi?

Assolutamente, perché stavo lottando per la vittoria, ero veloce. Questa è la cosa più importante. Pensavo che se non avessi vinto il titolo qui l’avrei fatto in Giappone, ora le cose sono diverse. Ma sono in ottima forma, bisogna continuare così”.

Incomincerai a fare qualche calcolo in più?

No, non è il mio stile”.

Livio SuppoDopo Marc ha anche spiegato la situazione il team principal Livio Suppo, “se c’è qualcuno che deve prendersi la responsabilità di quanto successo, quello sono io. Lo faccio senza problemi. Abbiamo fatto un errore di interpretazione e chi ne ha pagato le conseguenze è stato Marc”.

E ha pagato troppo caro?

La sanzione non era specificata dal regolamento. Prendiamo atto del nostro sbaglio e miglioreremo”.

Anche Pedrosa è stato vittima di un errore della squadra, quando in prova gli si è sfilato un perno.

“Le gare sono così. Gli errori ci stanno, sia di calcolo o per un bullone non stretto bene”.

La strategia di Dani è stata perfetta, è mancata comunicazione fra le due squadre? In Formula 1 succede diversamente.

Lì la macchina conta più dei piloti, invece il nostro sport è più individuale. Poi loro hanno la possibilità di comunicare con il pilota direttamente in gara”.

E’ possibile pensare a ordini di scuderia per le prossime due gare?

Honda non ha mai avuto questa filosofia e non vedo motivi per cambiare idea. Continuo a ripetere una cosa, Marc, che vinca il mondiale o no, ha fatto una stagione fantastica, incredibile. È un debuttante”.

Potrebbe però perdere il titolo per colpa della Bridgestone, è lei che ha innescato tutti gli eventi.

Il problema è a monte, dopo i problemi successi nella gara della Superbike bisognava venire qui per fare dei test, ma dirlo adesso è facile. Si sono trovati in una situazione inaspettata e hanno fatto il massimo possibile. Sono fatalista, le gare sono fatte così”.

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