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Laverty vuole la MotoGP, Spies a rischio?

Il gossip tra MotoGP e SBK getta dubbi sul suo futuro. Ipotesi Laverty-Pramac

Il mercato piloti ha raggiunto le fasi cruciali. All'incertezza data dalla crisi economica, il passaggio della SBK sotto l'egida di Dorna insieme alla MotoGP ha aperto possibilità di osmosi prima più rare, aggiungendo nuove possibilità al già complesso incastro dei tasselli del puzzle.

Nel paddock di Jerez le voci impazzano, ma nel brusio generale si può cogliere qualche indizio. Uno dei piloti più pregiati rimasti sul piatto è Eugene Laverty. Con il team ufficiale Aprilia al completo con l'arrivo di Melandri e la conferma automatica (per clausola contrattuale, in caso di terzo posto in campionato) di Guintoli, il pilota di Toomebridge sta valutando diverse opzioni: per lui sarebbe pronta una Suzuki, ma la pista più calda lo porterebbe al motomondiale, dove inizialmente il suo arrivo in Aspar a fianco di Hayden pareva lo scenario più probabile. Il passaggio di Gigi Dall'Igna da Aprilia a Ducati ha però raffreddato gli entusiasmi, e la squadra spagnola sembra più orientata ad affiancare Aoyama, da sempre caro alla Casa di Tokyo, all'americano.

"Il mio obiettivo rimane quello di correre in MotoGP, anche se forse con un passaporto diverso sarebbe più facile – ha detto Laverty a Jerez – In realtà principalmente avrei voluto restare in Aprilia, ma molte cose sono cambiate nelle ultime quattro settimane, e mi è stato fatto capire che non c'è posto per me".

In realtà ad Aprilia dispiace perdere un pilota che – nonostante qualche errore di troppo – offre ben più possibilità di vincere il titolo che Guintoli. Albesiano, nuovo direttore sportivo, ha più margine di negoziazione in SBK che in MotoGP, ed una moto per Laverty potrebbe affiorare. Anche perché, nel caso a Sykes sfuggisse un titolo che pare in cassaforte, sarebbe uno smacco perdere un campione mondiale. Ma intanto affiora l'ipotesi di Laverty (comunque caro a Dall'Igna) in Ducati, con il team Pramac. Dal paddock MotoGP poi giunge voce che la D16 clienti sia stata offerta anche a Petrucci e, se due indizi fanno una prova, ciò indicherebbe una possibile rescissione anticipata del contratto tra Spies e la Casa di Borgo Panigale.

Il texano ha completato solo due gare quest'anno, con risultati tutt'altro che entusiasmanti, e sono emersi seri dubbi sia sulla sua condizione fisica che psicologica. Inizialmente gli era stata offerta una Panigale ufficiale (da affiancare a quella di Chaz Davies), ma il fatto che da Borgo Panigale lato SBK siano partite chiamate anche per Petrucci e Giugliano sembrerebbe indicare un rifiuto da parte dell'americano, poco entusiasta al prospetto di tornare tra le derivate di serie. Se anche il roster di Pramac dovesse completarsi come sembra, a Spies non resterebbe che l'alternativa di una D16 PR, che ha tutta l'aria di una punizione.

Ducati, in ogni caso, continua a tenere banco. L'ingaggio dell'ingegnere veneto, insieme al potere di offerta, hanno reso più appetibile la Casa emiliana, che sembra tre l'altro destinata ad una rescissione anticipata del contratto biennale con il team Alstare. Tutte ipotesi ma, tra Superbike e MotoGP, i cambi di casacca sembrano destinati ad essere molti.

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