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MotoGP, Ducati cerca italiani, Spies a rischio?

Il gossip tra MotoGP e SBK getta dubbi sul futuro dell'americano

Il mercato piloti ha raggiunto le fasi cruciali. All'incertezza data dalla crisi economica, il passaggio della SBK sotto l'egida di Dorna insieme alla MotoGP ha aperto possibilità di osmosi prima più rare, aggiungendo nuove possibilità al già complesso incastro dei tasselli del puzzle.

Nel paddock di Jerez le voci impazzano, ma nel brusio generale si può cogliere qualche indizio. Uno dei piloti più pregiati rimasti sul piatto è Eugene Laverty. Con il team ufficiale Aprilia al completo con l'arrivo di Melandri e la conferma automatica (per clausola contrattuale, in caso di terzo posto in campionato) di Guintoli, il pilota di Toomebridge sta valutando diverse opzioni: per lui sarebbe pronta una Suzuki, ma la pista più calda lo porterebbe al motomondiale, dove inizialmente il suo arrivo in Aspar a fianco di Hayden pareva lo scenario più probabile. Il passaggio di Gigi Dall'Igna da Aprilia a Ducati ha però raffreddato gli entusiasmi, e la squadra spagnola sembra più orientata ad affiancare Aoyama, da sempre caro alla Casa di Tokyo, all'americano.

Ecco quindi affiorare l'ipotesi di Laverty (caro a Dall'Igna) in Ducati, con il team Pramac. Dall'Asia giunge voce che la D16 clienti sia stata offerta anche a Petrucci e, se due indizi fanno una prova, ciò indicherebbe una possibile rescissione anticipata del contratto tra Spies e la Casa di Borgo Panigale. Il texano ha completato solo due gare quest'anno, con risultati tutt'altro che entusiasmanti, e sono emersi seri dubbi sia sulla sua condizione fisica che psicologica. Inizialmente gli era stata offerta una Panigale ufficiale (da affiancare a quella di Chaz Davies), ma il fatto che da Borgo Panigale lato SBK siano partite chiamate anche per Petrucci e Giugliano sembrerebbe indicare un rifiuto da parte dell'americano, poco entusiasta al prospetto di tornare tra le derivate di serie. Se anche il roster di Pramac dovesse completarsi come sembra, a Spies non resterebbe che l'alternativa di una D16 PR, che ha tutta l'aria di una punizione.

Ducati, in ogni caso, continua a tenere banco. L'ingaggio dell'ingegnere veneto, insieme al potere di offerta, hanno reso più appetibile la Casa emiliana, che sembra tre l'altro destinata ad una rescissione anticipata del contratto biennale con il team Alstare. Tutte ipotesi ma, tra Superbike e MotoGP, i cambi di casacca sembrano destinati ad essere molti.

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