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MotoGP, Pedrosa: Sic mi ha insegnato il perdono

"Due anni fa sono cambiato, il motomondiale invece è rimasto lo stesso"

Dani Pedrosa non è, per usare un eufemismo, un pilota che "buca" lo schermo. Tendenzialmente schivo e (solo) apparentemente apatico, il fantino di Sabadell dà solitamente risposte secche, tecniche, concise. Ogni tanto, tuttavia, ne emerge il lato più umano.

Dopo l'incidente di Aragon con il compagno Marc Marquez, che lo ha involontariamente lasciato a terra mentre andava a vincere l'ennesima gara, in molti si aspettavano toni duri da parte dello spagnolo. "Lascio che sia la Direzione Gara a decidere", si era invece limitato a dire Pedrosa e davanti agli obiettivi dei fotografi, nessuno ha potuto cogliere un gesto ostile nei confronti dell'irriverente quanto veloce compagno di box, perdonato sia dalla Direzione Gara che dallo stesso Pedrosa, in passato più prono a schierarsi apertamente.

"Ho imparato a perdonare due anni fa in Malesia, non credo sia necessario aggiungere altro – ha dichiarato Pedrosa sulle righe del quotidiano iberico Marca, riferendosi alla tragica scomparsa di Simoncelli – Quella domenica mi ha cambiato, ma non vi racconto come. È qualcosa di estremamente personale. Fui il primo ad andare incontro a suo padre, anche se poi non sono riuscito a partecipare al funerale. Non per mancanza di rispetto, semplicemente non potevo vederlo così".

Secondo il catalano, invece, "il motomondiale non ha imparato nulla, ed è un peccato. Se succede qualcosa di brutto, devi prenderne un insegnamento positivo. Altrimenti è successo tutto invano. Non so se possa accadere ancora in futuro una disgrazia del genere".

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