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MotoGP, Marquez saluta Lorenzo, il titolo è vicino

"Non era il mio obiettivo, ora è diverso". Pedrosa: "mi sento in pace e la stagione non è finita"

Quella della Honda sulla pista di Sepang è stata una doppia vittoria, la prima è quella di Pedrosa salito sul gradino più alto del podio, la seconda quella di Marquez che con un secondo posto ha ulteriormente distanziato in classifica Lorenzo. Ora i punti di vantaggio sono 43, significa che in Australia avrà il primo match point. Se Marc vincesse e Lorenzo non facesse meglio di un terzo posto, il titolo sarebbe matematicamente suo.

Il piccolo diavolo mette le mani avanti: “mi ricordo cosa successe nel 2010, quando il mondiale sembrava già mio” ricorda l’incidente capitatogli proprio qui in Malesia in prova e il conseguente problema alla vista che consegnò il campionato nelle mani di Bradl. Però il Marquez di oggi è molto diverso da quello di due anni fa, in gara alla classifica ci ha pensato. Eccome. A partire dal duello con Jorge, “mi sono divertito molto a battagliare con lui, anche se la conseguenza è stata che Pedrosa è scappato via – spiega – Anzi a un certo punto continuavo a spingere, sempre di più, e ho pensato che era meglio tranquillizzarmi prima di finire nella ghiaia”. La tattica ha funzionato, ha aspettato due giri e poi ha portato l’attacco decisivo, preparandolo alla perfezione.

Nel corpo a corpo c’è stato anche un piccolo contatto, “non mi aspettavo di trovare Jorge all’interno – afferma – niente di preoccupante, anzi in quel momento è stato eccitante, le gare sono così”. Non rinuncia una frecciata al rivale, che al contrario si è sempre scagliato contro certe manovre. La tattica di innervosire Marc del maiorchino non ha funzionato. “Non è facile farlo – ride – Normale che lui ci provasse, doveva recuperare punti”.

La seconda volta in cui ha pensato al campionato è quando si è trovato dietro a Pedrosa. “Per tre o quattro giri ho provato a riprenderlo – racconta – ma il distacco rimaneva invariato. Ho capito che per riuscirci avrei dovuto rischiare troppo. Forse ce l’avrei fatta, forse sarei finito a terra. Accontentarmi è stata la migliore decisione”. Il risultato gli dà ragione e adesso avrà ben tre occasioni per tentare il colpo grosso. “Il titolo non era un obiettivo a inizio stagione ma adesso le cose sono cambiate. A Phillip Island Lorenzo è forte e non è la mia ultima possibilità – sottolinea – Invece a Motegi la Honda dovrebbe essere avvantaggiata sulla carta, mentre a Valencia vedo la situazione più equilibrata”. Il piano è chiaro: “fare il massimo in prova e in qualifica e poi vedere come si mette la gara. La stessa cosa che ho fatto qui”.

Marc Marquez e Dani PedrosaSe il titolo si avvicina a Marc, si allontana da Pedrosa e proprio nel giorno del ritorno alla vittoria. “E’ inutile guardare al passato, ma ad Aragon avevo lo stesso passo, questa poteva essere la seconda vittoria consecutiva – il rammarico – Ora in campionato è difficile recuperare punti, Marquez arriva sempre al traguardo e di solito sul podio”. Dani però non è arrabbiato, anzi si definisce “in pace. Sono tranquillo, perché so che ho fatto bene il mio lavoro, una bella gara e in più mi sono divertito”.

Quando tutto va per il verso giusto, il catalano è imbattibile. Anche se questa sarà un’altra stagione in cui l’obiettivo più importante è mancato. “La stagione non è ancora finita – sorride Ma soprattutto questa vittoria ci voleva dopo una settimana difficile. Il dolore è diminuito giorno dopo giorno e le medicine mi hanno aiutato. Anche se la moto si muoveva molto sono riuscito a gestirla e anche il caldo. Fare i test invernali qui è un ottimo allenamento”.

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