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SBK, Francia: il bello, il brutto, il cattivo

Magny Cours: Sykes cannibale e harakiri mancato per le Aprilia. Giugliano c'è

Il rush finale del campionato Superbike ricorda le guerre rivoluzionarie, e Magny Cours non ha fatto eccezioni con l'ennesimo scontro anglo-francese al vertice della classifica della SBK. Tre i cavalieri in lizza per il titolo – Tom Sykes, Sylvain Guintoli, e Eugene Laverty – ma non c'è stata battaglia: il britannico di Huddersfield ha sbaragliato gli avversari in lunga galoppata solitaria con la sua Kawasaki ZX-10R. A rappresentare il Bel Paese ci ha pensato, ancora una volta, Davide Giugliano, due volte quarto e "primo degli umani" dopo una prestazione da extra-terrestre in Gara 2 a Laguna Seca.

IL BELLO – Il silenzioso spettacolo di offerto da Sykes, che non ha ceduto terreno a nessuno, con una determinazione degna di un campione mondiale. Il pilota Kawasaki lascia la Francia con pole position, due vittorie (e altrettanti giri veloci in gara), giro record in gara, e 39 tornate al comando su altrettante percorse. Un bottino degno del più feroce degli invasori, conquistato davanti al pubblico devoto a Guintoli con uno sguardo di sfida. Non solo veloce, ma anche carismatico. Servirebbero più personaggi come lui per ravvivare l'interesse nei confronti della SBK.

IL BRUTTO – Continua la maledizione delle bandiere rosse, che ormai non si contano più attraverso le varie categorie. La sicurezza viene prima di tutto, ma quelle estratte alla fine di Gara 2 della SBK subito dopo la caduta dei due piloti Aprilia e con Sykes virtualmente campione, è destinata a far discutere in caso di ulteriori colpi di scena a Jerez. In ogni caso il britannico ha 37 punti di vantaggio su Laverty e 38 su Guintoli: lo champagne resta in fresco, ma anche una fresca "cerveza" andrà bene.

IL CATTIVO – Il nono posto di Lorenzo Lanzi in Gara 2 (da wild-card sulla Ducati del team Mesaroli) offre un verdetto impietoso: una 1098 sul traguardo con dieci secondi di vantaggio sulla Panigale. Senza nulla togliere al talento del cesenate, un brutto spot per una moto che ancora cerca due cavalieri volenterosi per risalire la china il prossimo anno.

LA DELUSIONE – Nonostante due secondi e terzi posti con Guintoli e Laverty ed un mondiale costruttori ormai in saccoccia, Aprilia lascia Magny Cours con l'amaro in bocca a causa dello strapotere mostrato da Sykes. Nonostante la grazia concessa dalle bandiere rosse, il mondiale piloti è ormai un miraggio.

IL SORPASSO – Con Sykes a tenersi lontano dalla bagarre, ci hanno pensato gli inseguitori a dare spettacolo. Stupendo il botta-e-risposta tra Laverty e Melandri (destinati ad un passaggio di consegne in Aprilia) al secondo giro di Gara 1, così come i tentativi di harakiri della coppia ufficiale di Aprilia sul finale di Gara 2, interrotti solo dalle bandiere rosse. Eccessivo invece il tentativo di Elias su Philippe in staccata. Lo spagnolo ha anche mostrato poca lucidità aggredendo verbalmente la wild-card francese, incolpevole e parte lesa nell'incidente.

LA CONFERMA – Davide Giugliano è pronto a giocare con i "grandi". Il 23enne romano, dopo il secondo posto a Laguna Seca, ha confermato la propria maturità con due quarti posti a Magny Cours, precedendo diversi piloti ufficiali. Per la prossima stagione non ha molte opzioni, ma se continua così c'è da scommettere che qualche team ufficiale busserà alla sua porta.

LA SORPRESA – Alla faccia del veterano, il (quasi) 32enne Lorenzo Lanzi ha esordito (sei stagioni a tempo pieno, dal 2005 al 2010) in SBK da wild-card nel 2013 con due piazzamenti in Top 10, per di più con una 1098. La vecchia scuola ha ancora qualche lezione da impartire.

L'ERRORE – Senza il "lungo" alla curva 8 in Gara 2, Melandri avrebbe potuto giocarsi il podio. Il suo passo a serbatoio progressivamente meno pieno era in linea con quello dei primi, inferiore solo a quello di Sykes, e la sua rimonta è stata furibonda (da 17º a 7º). Se restano i problemi in qualifica, tuttavia, è difficile per il ravennate metterci sempre una pezza in gara.

LA CURIOSITÀ – Sam Lowes, neo-campione della Supersport, ha un gemello, Alex, in lotta per il titolo della British Superbike. In caso di una sua vittoria, si tratterebbe della seconda coppia di fratelli nella storia a vincere un titolo nello stesso anno, impresa riuscita a Kenny jr (MotoGP) e Curtis Roberts (AMA Formula Xtreme e 600 Supersport) nel 2000.

IO L'AVEVO DETTO – "Magny Cours è il posto perfetto per cercare il riscatto. Tanti tifosi francesi saranno in pista per supportarmi", le parole di Guintoli alla vigilia. Peccato che Sykes li abbia usati come motivazione extra per vincere il derby fuori-casa, scegliendo proprio la loro "curva" per un burnout celebrativo.

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