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Pirro: SBK e MotoGP? Due mondi a parte

"Motore, gomme e freni diversi. Non ho ancora capito il potenziale della Panigale"

La prima Superpole di Michele Pirro, collaudatore ufficiale della Ducati MotoGP e sostituto di Carlos Checa in SBK, non è andata come da programma. Il pilota di San Giovanni Rotondo è stato suo malgrado protagonista di un high-side alla curva 12 che lo ha escluso dalla sessione decisiva e lasciato dolorante a bordo pista. Tuttavia, l'atleta delle Fiamme Oro è pronto a prendersi la rivincita nelle gare di domani.

"Sono dispiaciuto perché avremmo potuto fare un buon risultato – ha detto il pugliese – Ho preso una bella botta alla schiena ed al gomito, ma fortunatamente sembra che non sia niente di grave".

Si è trattato di semplice inesperienza sulla Panigale o un problema specifico?

"No, ma purtroppo le condizioni non mi hanno mai aiutato fin qui. Ho fatto solo quattro turni con questa moto, tutti in condizioni diverse, compresa la Superpole, dove le condizioni dell'asfalto erano particolarmente rischiose".

Che sensazioni ti dà la Panigale rispetto alla D16?

"Sono moto completamente diverse. Per di più, considerando anche gomme e freni, ci sono tanti fattori che ne influenzano la differenza di comportamento. Per me era tutto nuovo e purtroppo l'ho pagata con la caduta".

Rispetto alla MotoGP, che problemi ha la Ducati SBK?

"La potenza rimane il limite più grosso di questa moto. Gli altri magari curvano più piano ma hanno abbastanza motore per uscire veloci sul dritto, mentre noi dobbiamo osare di più nelle curve e questo non aiuta. Ho fatto solo un turno asciutto quindi il vero potenziale non so quale sia. Non è facile prendere i riferimenti così".

Cosa ti aspetti dalla gara?

"Spero che ci condizioni migliori, per arrivare fino in fondo, possibilmente in una buona posizione, e raccogliere buoni dati".

Ma se ti offrissero una Ducati in SBK, accetteresti?

"Qui c'è un clima più tranquillo, è un altro mondo, che comunque conoscevo già. Mi trovo bene con la squadra e l'azienda. Dipende innanzitutto da Ducati, vediamo che cosa decidono in futuro. Il mio compito è quello di sistemare la MotoGP al meglio, la stagione non è finita e ci aspetta ancora molto lavoro, anche perché nel motomondiale c'è più margine di sviluppo che in questo campionato. Questo per me è un regalo".


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