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SBK, La Superbike è morta, viva la Superbike!

Cambio epocale: dal 2015 solo moto EVO in pista

Il piano delle modifiche al regolamento SBK anticipate da Dorna, originariamente orientate verso una riduzione graduale dei costi dal 2014 al 2016, ha subito un'accelerazione improvvisa in concomitanza con il round di Magny Cours. L'ultimo comunicato diffuso dalla FIM annuncia infatti la fine della SBK, come la conosciamo: a partire dal 2015, tutte le SBK in pista dovranno correre in configurazione EVO.

Ricapitolando i tratti salienti della neonata categoria, che debutterà già a partire dal prossimo anno:

– Sei motori per pilota (due per wild-card), ma rotazione libera durante il week-end di gara. Iniezione di serie. Ride-by-wire (valvole controllate elettronicamente) fruibile solo se presente anche nella versione omologata di serie. Nessuna modifica può essere apportata ai cilindri, pistoni, testata, ingranaggi, albero a camme, albero motore.

– Cambio: una sola opzione di rapporti, di serie o ad hoc.

– Centralina: due opzioni: 1) originale con la possibilità di cambiare il software 2) Kit alternativo, il cui prezzo non può però superare di 1.5 volte quello del sistema di serie.

– Elettronica: sensori addizionali devono essere approvati da Dorna/FIM e non superare i 1000 di prezzo al pubblico (Iva esclusa). Dieci sensori al massimo consentiti.

La decisione, ufficialmente presa all'unanimità dalla Superbike Commission (composta da Javier Alonso della Dorna, direttore della WSBK, Ignacio Verneda, direttore esecutivo della FIM, e Takanao Tsubouchi, rappresentante della MSMA), rappresenta una svolta epocale per la classe regina delle derivate di serie. Anche se il comunicato annuncia "alcuni cambi al regolamento dello EVO in fase da studio, da annunciare a fine 2013", sembra poco probabile che i parametri tecnici vengano modificati in maniera meno restrittiva di quanto già deciso.

Questo costringerà le case attualmente partecipanti (meno BMW, che si ritirerà ufficialmente a fine stagione) a fare marcia indietro, vanificando anni di ricerca e sviluppo. Se, dal punto di vista dello spettacolo, l'annuncio promette bene, lo stesso non si può dire per il blasone del campionato e l'interesse dei costruttori. Il rischio è che i team ufficiali abbandonino la serie, trasformandosi in semplici rivenditori di "pacchetti" a clienti privati. La necessità di tagliare i costi è evidente e non si può ignorare, ma a volte anche disinvestire ha un prezzo.

Un esempio di rischio: una Casa può facilmente aggirare il regolamento attuale mettendo in vendita una versione "GP" (anche di un modello preesistente, magari ad un prezzo astronomico e/o in edizione limitata per collezionisti), pur di poterla impiegare nelle competizioni, rispettando il regolamento EVO ma vanificandone i presupposti filosofici. E c'è chi ci sta pensando...ma questa è un'altra storia.

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