Tu sei qui

Mercato SBK: più piloti che moto

Tra le ufficiali, solo Ducati e Suzuki restano sul piatto. Italiani a rischio

A due gare dal termine della stagione, il mercato piloti SBK è quantomai in fermento. Con il numero di partecipanti ancora in divenire dopo alcune sostanziali modifiche al regolamento, poche selle sono rimaste libere e la concorrenza è spietata.

Quelle più prestigiose sono, teoricamente, una RSV4 ufficiale e le due Ducati di Alstare. Teoricamente, perché a Noale il roster è praticamente blindato dall'arrivo di Marco Melandri e la conferma automatica di Sylvain Guintoli (in caso di terzo posto o meglio nella classifica iridata). Le prestazioni recenti di Eugene Laverty (tre vittorie su quattro ed un terzo posto), tuttavia, non lasciano dormire sonni tranquilli al francese, scavalcato per un punto dal compagno di squadra e per l'appunto terzo, con 18 punti di vantaggio su Melandri. In caso di sorpasso da parte del ravennate, esiste una piccola possibilità che sia Laverty a restare nel team ufficiale, anche se il passaggio dell'irlandese in MotoGP con Aspar rimane la soluzione più probabile.

Quanto a Ducati, le moto libere sono due. Sia Carlso Checa che Ayrton Badovini sono in scadenza di contratto. Lo spagnolo è sempre più propenso al ritiro, anche perché in Kawasaki non c'è posto. "Mancano piccoli dettagli da sistemare, ma quasi sicuramente Baz affiancherà Sykes anche il prossimo anno – ha detto il team manager Guim Roda a Laguna Seca – È un pilota giovane e con del buon potenziale di crescita, oltre che un'ottima persona sul piano umano". Il biellese poi rischia seriamente di dover fare nuovamente trasloco, dal momento che la Casa di Borgo Panigale ha Ben Spies e Chaz Davies nel mirino.

Stesso discorso per Michel Fabrizio, che con sole due gare a disposizione non è riuscito a convincere Honda ad offrigli una moto per il prossimo anno. "Sono daccapo e non so che fare, per il momento sono a piedi anche perché non si sa quante squadre ci saranno e chi farà la EVO – ha dichiarato il romano – Il mio obiettivo rimane correre in SBK, a patto che mi diano un'opportunità per far bene. In questo momento mi serve serenità ed una buona squadra, e rimanere in Honda sarebbe stato perfetto sotto entrambi i punti di vista, con sole due gare a disposizione, per di più su piste sconosciute e con una moto nuova, era difficile dare due secondi ad Haslam e dimostrare il mio valore.

"Quest'anno è stato in salita – ha aggiunto Fabrizio – A Phillip Island sono partito bene perché era una situazione ancora tranquilla, ma sono emersi problemi con la squadra già dalla seconda gara. Quando sono stato in Ducati ufficiale per tre anni ho ottenuto 28 podi ed un terzo posto al mondiale. Se sono a posto credo di poter stare lì in mezzo. Darò il massimo fino all'ultimo e poi vedremo che opzioni ci saranno".

Non molte, stando alla situazione attuale. Anche Suzuki mantiene il riserbo sulla squadra del 2014, ma sia Leon Camier che Jules Cluzel intrattengono buoni rapporti con il management della squadra, e la loro riconferma è più probabile che un'interruzione del rapporto.

Insomma, tanti pretendenti al ballo e poche dame. Un po' come nella più classica delle feste amare.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti