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SBK, Laguna: il bello, il brutto e il cattivo

Laverty vince, Giugliano convince. In California una delle gare più belle del 2013

"California dreaming", cantavano i Mamas and Papas, e le gare della SBK Laguna Seca hanno regalato uno spettacolo d'altri (ormai, ahinoi) tempi ed un sogno ad occhi aperti agli appassionati nella notte italiana: equilibrio tecnico, distacchi ridotti all'osso, sorpassi al limite ed oltre. Il lato più bello della Superbike, fortunatamente duro a morire.

IL BELLO – Lo storico tracciato californiano, così diverso dagli altri in calendario, è solito regalare corse memorabili e non ha fatto eccezione. I primi indizi erano emersi in qualifica, con ben undici piloti in otto decimi. La conferma è arrivata in gara, con sei piloti a giocarsi la vittoria in entrambe le manche, ricche di colpi di scena e di sorpassi. La seconda, decisa per soli 112 millesimi, va dritta nelle videoteche degli appassionati.

IL BRUTTO – Le interruzioni. Più volte nell'arco della stagione, le gare della SBK hanno assomigliato ad una manifestazione di Mao Tse-tung, con una cornucopia di bandiere rosse. Gara 1 è stata frazionata in tre batterie, con Guintoli a pagare il conto più salato dopo due partenze lanciate. La sicurezza viene prima di tutto, ed era sacrosanto fermarsi, ma ogni tanto sarebbe bello se filasse tutto liscio.

IL CATTIVO – In senso buono, Eugene Laverty. Dopo l'errore in Gara 1 al Nürburgring, ha raccolto tre vittorie, due secondi, ed un terzo posto. La grinta mostrata dall'irlandese non è stata sempre gradita dagli avversari – vedi Melandri dopo il sorpasso al "Cavatappi" in Gara 1 – ma il pilota di Toomebridge non fa (giustamente) sconti. La rincorsa al titolo è possibile, e con un futuro contrattuale ufficialmente ancora incerto, Laverty sta facendo di tutto per garantirsi la sua fetta della torta.

LA DELUSIONE – Marco Melandri si presentava a Laguna Seca con 33 punti di svantaggio ma lascia gli Stati Uniti con nove lunghezze in più da recuperare e le speranze per il titolo ormai infrante. Il passaggio in Aprilia attende solo il comunicato ufficiale, ma sarebbe più bello se fosse accompagnato dal sorpasso ai piloti di Noale nella classifica iridata, cosa possibile ma sempre meno probabile visti i ripetuti problemi in qualifica del ravennate, comunque tenace in gara.

IL SORPASSO – Non uno, ma tre. Davide Giugliano ha infilato prima Guintoli poi Melandri e Sykes in una delle sue gare più belle dell'anno, confermando la sua leadership tra i piloti privati e rilanciando le sue quotazioni dopo alcune gare anonime. Il pilota di Althea ha anche tentato l'attacco all'ultima curva su Laverty, che però ha difeso con furbizia la traiettoria interna. In ogni caso, con il romano non si corre mai il rischio di annoiarsi.

LA CONFERMA – Laguna Seca è sinonimo di divertimento. Tra gare combattute e atmosfera da anni '70, la pista californiana rimane uno degli appuntamenti più iconici nel calendario delle due ruote. Il pubblico ha gradito il ritorno della SBK dopo otto anni. Speriamo Dorna faccia lo stesso, confermando la tappa in calendario.

LA SORPRESA – Ad eccezione della gara d'apertura, la Panigale aveva sempre faticato a tenere il passo sull'asciutto. Con qualche modifiche alla ciclistica (distribuzione dei pesi) ed un pilota in salute (Niccolò Canepa), la Ducati ha invece volato in Superpole, quarta a + 0.141. Manca la conferma in gara, ma si intravede finalmente un sorriso sul volto degli uomini di Borgo Panigale.

L'ERRORE: Non ne ha commessi di evidenti Sylvain Guintoli, ma ancora una volta ha dimostrato le proprie lacune in bagarre. "Quando si gira in gruppo è sempre più difficile seguire le traiettorie giuste", ha dichiarato al termine di Gara 1 per giustificare il quinto posto arrivato dopo due fughe in solitario vanificate dalle bandiere rosse. Peccato che il formato della SBK non sia quello del TT. Avrà occasione di rifarsi tra meno di una settimana davanti al pubblico amico.

LA CURIOSITÀ: Michael Jordan, il cestista più famoso della storia, non ha solo un team nella AMA Superbike (ottimo ottavo posto per Roger Hayden da wild-card in Gara 2 della SBK) per questioni di immagine. Sua Altezza Aerea è un appassionato di due ruote e non disdegna i turni in pista. Nel 2004 salì persino sulla D16 a Valencia senza però, stando ai ben informati, mostrare altrettanta bravura che con la palla a spicchi.

IO L'AVEVO DETTO: "Se voglio vincere il titolo ho bisogno di risultati migliori", aveva sentenziato Guintoli alla vigilia. Dovrà continuare a ripeterselo ininterrottamente fino a domenica prossima.

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