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MotoGP, Marquez? spettacolare ma da non imitare

Lorenzo: "i piloti devono essere più tutelati". Max d'accordo: "penso soprattutto ai giovani"

Marquez sta a Rossi, come Lorenzo a Biaggi. Un’equazione un po’ forzata, ma che descrive bene i rapporti fra le due coppie di piloti. Valentino e Max non si sfidano più in pista, ma mostrano di avere ancora gusti diversi con cui scegliere i propri pupilli. L’amicizia tra il romano e il maiorchino è ormai di lunga data e oggi hanno passato la giornata insieme per un evento promozionale organizzato da Sterilgarda. L’eco delle polemiche di Aragon ha valicato i confini e i due hanno dato la loro opinione sul contatto tra Marc e Pedrosa.

Ha incominciato Lorenzo, che era stato scottato a Jerez da una spallata che non ha mai digerito. “Non me la sento di dare un giudizio su quell’episodio – ha detto – Però penso che noi piloti dovremmo essere più tutelati. Il motociclismo è l’unico sport in cui non vengono quasi mai presi seri provvedimenti”. Anche Biaggi si è dimostrato d’accordo con le parole dello spagnolo: “penso soprattutto ai piloti più giovani – ha spiegato Jorge ad un incontro organizzato dal suo sponsor Sterilgarda – il rischio è che vedendo certe manovre poi cerchino di emularle, mettendo a rischio la propria vita. Sono convinto che i piloti andrebbero tutelati”. Un discorso che mira più alla sicurezza al suo, più che entrare nel merito del singolo episodio.

Si espone, invece, quando deve incoraggiare Jorge per il titolo: “deve fare come Laverty in Superbike, non perdere la convinzione – il suo incitamento – Poi, certamente, servirà anche un po’ di fortuna”. Jorge seguirà certamente il suo consiglio. “Devo provarci fino all’ultimo può accadere di tutto – ha dichiarato – Non mi piace pensare a cosa faranno gli altri, ma non nego che Valentino e Pedrosa potrebbero essere decisivi. Non conto su di loro, ma se mi dessero una mano non mi lamenterei”.

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