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MotoGP, Pedrosa: Marc, spiegami qual è il limite

La Direzione Gara prende tempo per la decisione. Marquez: "non sono pericoloso"

La Direzione Gara tace. Dopo avere messo sotto investigazione il contatto tra Marquez e Pedrosa, adesso prende tempo e comunica che nessuna decisione verrà presa nella giornata di oggi. Ufficialmente, prende tempo per esaminare la situazione e potere interpellare tutti i protagonisti. Di fatto è un silenzio che fa molto rumore. Perché il predestinato della Honda quest’anno è già stato penalizzato una volta, a Silverstone quando nel warm up aveva rischiato di falciare i commissari che stavano recuperando la moto di Crutchlow. Due punti inflitti sulla licenza, ne basterebbero altrettanti per partire dal fondo dello schieramento in Malesia, il prossimo GP.

Sarebbe la prima punizione reale, dopo tante tirate di orecchie che non hanno sortito alcun effetto. “Io non sono spericolato, guido così e mi sento sicuro - rispedisce al mittente ogni critica Marquez Mi dispiace per quanto successo a Dani, è il mio compagno di squadra, è successa una cosa molto strana e mi sono accorto subito che qualcosa non andava quando ho visto la sua caduta”. La sfortuna ci ha messo il suo zampino, ma Marc gli ha dato ancora una volta una mano. Non è la prima volta che sembra oltre al limite in frenata, spesso recupera la situazione ma questa volta non ce l’ha fatta.

E’ anche colpa di quella curva, della sua pendenza – spiega il piccolo diavolo – Dopo Misano mi sono detto che avrei fatto più attenzione in staccata perché spesso ho sbagliato. Però qui la situazione è diversa, il tracciato ha influito. Mi prendo la colpa, ma è stato solo un piccolo errore e un contatto leggero”.

Dani Pedrosa ha sul volto tutta la sua delusione. “Se accetterò le scuse di Marc? Certo, ma sono inutili. Funziona sempre così, qualcuno ci prova poi chiede scusa. Parole che arrivano sempre troppo tardi”. Il catalano ci tiene a specificare che non si rivolge direttamente al compagno di squadra, che parla in generale. Il suo messaggio ha però un solo obiettivo.

Tutti potremmo essere più aggressivi nella guida se lo volessimo. Però ci sono molti piloti che guidano tenendo in considerazione che non sono soli in pista e altri che non lo fanno”, spiega. Nel secondo gruppo sembra entrarci di diritto Marquez. “Marc è stato troppo aggressivo, ho sentito il colpo ma pensavo avesse toccato la marmitta – racconta – Mi sono accorto che il controllo di trazione non funzionava quando ero in aria. Non potevo fare niente per evitare la caduta”. Ha rimediato botte alla coscia, all’anca e al fondoschiena, “domani farà male ma poteva andare peggio. La caduta è stata violenta”.

Pedrosa non vuole affondare il colpo, “ma molte volte accade di parlare di queste cose quando è troppo tardi, quando ormai sono successe – riflette – Magari può essere un bene per lo spettacolo o per le polemiche sui giornali, ma un limite deve esistere. Per me è quando con le proprie azioni si danneggia un altro pilota”. Esattamente quello che è successo in gara. “Un limite deve esserci e uguale per tutti. Altrimenti non ci sono regole e essere aggressivi è più facile che trattenersi” afferma.

Su una eventuale penalizzazione non vuole però pronunciarsi. “Non è il mio lavoro e non è una decisione che spetta a me – sottolinea Dani – C’è la Direzione gara per questo. Ne abbiamo già parlato, è normale che il loro giudizio possa differire da quello dei piloti coinvolti”. Rimane il rammarico di avere perso l’occasione di riaprire il Mondiale. “Questa gara avrei potuto vincerla, invece torno a casa con zero punti e senza che abbia potuto fare nulla per evitarlo – conclude – Con Marc parlerò, ma ormai è troppo tardi. Se deve avere più rispetto per gli avversari? Non lo so e non mi interessa, a me importa solo quello che faccio io”.

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