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MotoGP, "Ducati, situazione grave non disperata"

Ciabatti sul futuro: "basta con i piccoli passi, se servono competenze le acquiseremo"

La situazione è grave, ma credo che l’azienda abbia le capacità per uscirne”, Paolo Ciabatti mantiene l’ottimismo anche in mezzo alla tempesta in cui il galeone Ducati sembra essere completamente in balia dei venti. Andrea Dovizioso ha lanciato da Aragon un messaggio chiaro, serve una ristrutturazione e deve partire dalle persone. “L’analisi di Andrea è lucida, ci sono dei problemi che fino a oggi non siamo riusciti a risolvere – conferma il manager torinese – Quindi bisognerà prendere le decisioni che servono per aumentare quelle competenze che in questo momento non abbiamo all’interno dell’azienda”.

Il problema è noto e bisogna affrontarlo nel giusto modo, anche se i giorni sul calendario scorrono veloci. “Ci rendiamo perfettamente conto che siamo già a settembre – non nega Ciabatti - I tempi sono stretti, la stagione sta per finire e la prossima inizia due giorni dopo. Immagino che dall’esterno sia difficile capire cosa stia succedendo, ma non posso dire di più in questo momento”.

Il momento della rivoluzione, quella invocata da tempo, sembra essere più vicino. I segnali di allarme non arrivano solo dai piloti, ma anche dallo sponsor, con Maurizio Arrivabene di Philip Morris che non ha nascosto qualche segno di impazienza. “Il contratto con loro scade alla fine del prossimo anno e capisco che non siano contenti della situazione – spiega - L’opinione più forte però credo sia quella di Ducati e dei ducatisti, c’è la volontà di riportare il marchio al livello di un passato recente. È questa la priorità. Poi è ovvio che ci siano degli impegni verso chi ci ha supportato fin dall’inizio di questa avventura, è ovvio che non siano soddisfatti come lo siamo noi”.

Anche in Germania si scalpita, la nuova proprietà non vuole che il suo gioiello faccia solo la comparsa in MotoGP. “C’è una forte volontà da parte di Audi di conquistare risultati importanti – afferma Ciabatti – Siamo costantemente in contatto diretto con il loro consiglio di amministrazione, ma le decisioni vengono prese in Ducati. Ovviamente in accordo con loro”.

Le scelte dei prossimi mesi saranno fondamentali, perché quelle prese fino a ora non sembrano avere dato nessun risultato. In Ducati fanno autocritica: “la politica dei piccoli passi non ha dato i risultati sperati, quindi non penso che sia una strada da continuare a seguire – la certezza - Ma è stata una scelta obbligata. Dal punto di vista tecnico, possiamo dire che non ha dato i risultati sperati, se ci mancano competenze tecniche le acquisiremo”.

Il dubbio è che con questa situazione, la Desmosedici 2014 sia ancora un punto interrogativo, che non ci sia ancora un vero e proprio progetto per la moto che verrà. Ciabatti sgombra il campo: “a Valencia vedrete una versione abbastanza diversa dall’attuale, la moto definitiva arriverà a Sepang. Siamo consapevoli che l’asticella si alza continuamente e diventa sempre più difficile recuperare, ma siamo convinti di potere operare le scelte giuste e conosciamo quale sia il livello dei nostri avversari. Non sarà un compito facile e non si aspettiamo risultati immediati. Nessuno ha la bacchetta magica, ci vorrà del tempo”.

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