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SBK, Panigale: pneumatici sotto osservazione

Marinelli: "Molte cadute con mescola dura, potenziale ancora inespresso"

Il 2013 è stato l'anno più buio della storia recente di Ducati. Zero podi raccolti fin qui in MotoGP ed uno solo in SBK, quest'ultima solitamente terra di conquista della Casa di Borgo Panigale, che sta peraltro attraversando una fase di massiccia ristrutturazione interna. Nonostante il verdetto della sfida tecnica sia stato fin qui negativo, Ducati lavora febbrilmente per il proprio presente e futuro in entrambi i campionati. A fare il bilancio di quello delle derivate di serie è Ernesto Marinelli, responsabile del progetto SBK, attualmente al Mugello per sviluppare la Panigale insieme ai "cugini" della MotoGP.

"Sicuramente è stata una stagione sotto alle aspettative, difficile ed anche sfortunata – ha detto Marinelli – Molti fattori non ci hanno reso la vita facile, soprattutto le cadute e gli infortuni, che ci hanno davvero provato. Ma mancano ancora tre gare e continuiamo a lavorare sodo".

Su che aspetti vi state concentrando?

"Continuiamo il lavoro di sviluppo della ciclistica con diverse distribuzioni dei pesi, oltre che sul motore per quanto possibile. A questo proposito, stiamo valutando alcune soluzioni portate da Termignoni per gli scarichi, oltre che portando avanti il lavoro su erogazione, camme, distribuzione e condotti".

Sembra però che trovar la quadratura del cerchio sia più difficile che in passato…

"In realtà i risultati dello sviluppo sono stati positivi. Prima della caduta in Turchia, Badovini aveva il terzo tempo, ed anche al Nürburgring c'era stato un piccolo passo avanti. Stiamo facendo il massimo compatibilmente con il regolamento, che è frutto di situazioni politiche. Negli ultimi cinque anni l'aspetto regolamentare è stato orientato verso una maggiore flessibilità di intervento. Le velocità massime delle 4 cilindri, per esempio, sono aumentate considerevolmente. Inoltre alcune Case nostre rivali hanno aumentato il proprio investimento in questo campionato".

Guardando al futuro, quali sono le aspettative?

"Proseguire il lavoro a 360 gradi su motore e ciclistica innanzitutto. La Panigale è un progetto nuovo e richiede più tempo. Che la base sia buona lo dimostrano i risultati nei campionati nazionali, con elaborazioni meno estreme. La Marra ha vinto l'italiano ed ha lottato con Barrier anche nel mondiale Stock1000, siamo in testa a quello spagnolo con Fores Querol, e recentemente abbiamo ottenuto una doppietta con Bauer e Neukirchner da wild-card in quello tedesco".

Però nella Superbike i risultati tardano ad arrivare…

"Sicuramente le circostanze sfortunate non ci hanno aiutato, ma credo che non abbiamo ancora visto il potenziale completo della Panigale. Eravamo partiti col piede giusto, facendo il giro record con Checa in Australia, con un tempo da prima fila in MotoGP. Quando un pilota non è al 100% fisicamente però la messa a punto si complica".

Perché così tante cadute?

"Quando perdi decimi in rettilineo a causa della minore potenza sei costretto a recuperarli in frenata ed accelerazione, fasi più critiche per un pilota. Recuperiamo nei tratti misti, cosa che però ti porta a rischiare di più. Poi va notato come quasi tutte le cadute siano arrivate con mescole dure. Rispetto alle 4 cilindri, la Panigale stressa meno gli pneumatici e può quasi sempre montare mescole morbide, ma le allocazioni non ci consentono di scendere in pista con la 'soft' per l'intero arco del fine settimana".

Avete già definito la squadra per il prossimo anno?

"Sicuramente lavoreremo con Alstare dal momento che abbiamo un accordo biennale. Siamo partiti tardi insieme a loro, firmando il contratto a fine 2012, ma dopo qualche mese siamo entrati in piena sintonia. Per quanto riguarda i piloti stiamo discutendo con alcuni in scadenza di contratto, e credo che tra 15 giorni avremo risolto anche questo nodo".

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