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MotoGP, Ducati, tanto lavoro per nulla

Dovizioso: "non vengo ai GP per accontentarmi. Stiamo lavorando anche se non si vede"

L’anno scorso a Misano Valentino Rossi con la Ducati arrivò secondo, oggi Andrea Dovizioso, il migliore dei piloti in rosso, ha finito la sua gara in ottava posizione, a più di 42 secondi dal primo. Neppure sulla sua pista test, la Desmosedici ha dato segni di ripresa. Il racconto della gara fatto dal forlivese è simile a tanti altri nella stagione: “forse avrei potuto seguire almeno Bautista se fossi partito meglio – spiega – Invece ho sbagliato lo scatto e mi sono trovato in mezzo al gruppo. Qui a Misano sapevo sarebbe stato difficile, ho perso tempo, arrivavo lungo in staccata e qualche pilota mi passava. I primi giri sono stati un disastro”.

Quando però il Dovi è riuscito a liberarsi dal traffico le cose non sono migliorate. “Ho ripreso Hayden e l’ho passato – continua – Ma non riuscivo a essere veloce come in prova. Non avevo fiducia all’anteriore e non posso essere felice del distacco finale. Non mi era possibile guidare fluido”.

Tutto, purtroppo, nella norma. “Non mi aspetto niente di sconvolgente neppure nelle prossime gare”, l’ammissione sincera di Andrea il cui morale non può essere alle stelle. “E’ normale, anche noi piloti siamo umani – dice – Non c’è nessuno che in queste condizioni un po’ non ne soffra. Non resta che rimanere concentrati e cercare di sfruttare al massimo la nostra moto”.

Mentre domani Honda e Yamaha porteranno in pista nei test i prototipi delle moto 2014, la Desmosedici sarà sempre la stessa, come ormai da un anno a questa parte. Più volte in passato è stato detto che serviva un cambiamento interno dal punto di vista dell’organizzazione e anche quello è ancora lontano. “Certe cose sono molto difficili da fare, non c’è ancora niente di definito”, le parole di Dovizioso.

Non resta che aspettare ancora, come accade da molto tempo. “Non crediate che a me piaccia venire ai Gran Premi e arrivare ottavo – si accende Dovizioso – Non corro solo per portare a casa lo stipendio, non l’ho mai fatto e no comincerò adesso. Se sono calmo è perché comportarsi in un altro modo sarebbe controproducente. Stiamo lavorando sodo, ma non tutto si vede, e si può raccontare”.

Tanto lavoro per nulla, verrebbe da ribattere. A Borgo Panigale la crisi sembra radicata profondamente. Serve una moto nuova, ma ancora di più avere le idee chiare. Per ora tutto è in balia dei venti. E soffiano in direzione contraria.

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