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MotoGP, Crutchlow: Ducati sa cosa fare

"Ho fiducia nei progettisti, ma non posso dare indicazioni senza conoscere la moto attuale"

Non è il periodo migliore della carriera di Cal Crutchlow. Il britannico, che ha davanti a sé un futuro da pilota Ducati ufficiale, è entrato per sua stessa ammissione in una "spirale discendente" che lo ha portato a due gare opache a Brno e Silverstone. Gli acciacchi fisici figli delle numerose cadute non aiutano, ma con la sua tipica schiettezza il pilota del team Tech3 non cerca scusanti.

"Il braccio gonfio non è il motivo per cui sto andando piano – ha ammesso Cal – Fisicamente sto abbastanza bene, quindi la colpa è solo mia. Sto guidando di m… Non lo nego. Non credo che il seamless farebbe molta differenza per me in questo momento. Non so, lo scoprirò lo scorso anno quando guiderò una Ducati".

A proposito, hai già parlato con i tecnici di Borgo Panigale per confrontarti su aspetti tecnici della moto?

"Abbiamo cominciato a parlare, certo. La mia esperienza con Yamaha ci dà alcune idee, ma non fa differenza per ora. Mi fido di Ducati, credo che faranno una buona moto per me, ma non posso dirgli come perché non ho mai guidato la moto attuale".

Intanto a Misano hanno portato scarichi più silenziosi e, si sa, per voi britannici la musica è tutto…

"Il suono non è il problema. Per Ducati, i nuovi scarichi non sembrano aver cambiato di molto la situazione. Honda fa casino, Yamaha no, ma vanno tutte e due forte. Forse alla Ducati dovremmo mettere un razzo e vedere che effetto fa".

Tornando al presente, che problemi hai?

"Il problema è la fiducia nell'inserire la moto. Tutti hanno problemi di aderenza all'anteriore, ci sono state molte cadute e non volevo fare la stessa fine quindi ho un po' tirato i remi in barca. Se riuscisse a fare 5 giri buoni, la mia fiducia tornerebbe quella di prima. Questo fine settimana volevo semplicemente staccare la testa e guidare, ma con l'assetto di base non sarei durato cinque giri".

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