Tu sei qui

SBK, Venerdì 13: Superbike decimata

Checa, Camier e Neukirchner KO. Guintoli e Melandri sugli scudi

Con un campionato quantomai aperto e cinque piloti in lotta per il titolo a quattro gare dal termine, al centro dell'attenzione nel debutto delle derivate di serie ad Istanbul ci sono tristemente le cadute, che hanno ridotto il numero di piloti in pista durante la Q1 a quindici. I più superstiziosi avranno notato la data in calendario: venerdì 13, come il titolo del noto film horror.

Nella lunga lista di vittime mietute da un asfalto generalmente scivoloso e poco gommato, Ducati ha avuto la peggio con tre piloti ai box nel pomeriggio. Se Badovini – infortunio ai legamenti della caviglia sinistra – dovrebbe essere in grado di rientrare in pista domani, il week-end è invece già chiuso per Checa e Neukirchner, che hanno rimediato violenti traumi alle mani.

"Ho molto dolore al petto, sia sul lato destro che sul sinistro – ha detto Checa, autore di un high-side alla curva 12 – Mi sono fatto male anche alla mano, dove ho già una vite a causa di un incidente precedente incidente che risale al 1996, non si capisce ancora se la frattura sia stata causata dalla caduta di oggi. Ovviamente non riesco a guidare in queste condizioni, i medici mi hanno consigliato di riposarmi". Sia per lui che per il tedesco (che si opererà in giornata) rimane incerta la data del rientro.

Stesso discorso per Leon Camier, al rientro dopo il brutto incidente in Gara 1 al Nürburgring ma ancora una volta a terra. Protagonista di un high-side nelle prime fasi della FP1, il britannico ha riportato sette fratture nel piede destro che richiederanno un'operazione chirurgica.

"Leon è stato perseguitato da una nuvoletta di sfortuna per l'intera stagione – ha dichiarato il team manager Paul DenningE particolarmente nelle ultime due settimane. Oggi non stava nemmeno spingendo quando è caduto, ma l'asfalto scivoloso ha davvero tolto il vento dalle nostre vele. Il pilota è OK, ma servirà tempo per recuperare".

Più sorridente Sylvain Guintoli, che ha risposto con autorità dopo una domenica al di sotto delle aspettative in Germania, dominando entrambe le sessioni e relegando gli inseguitori ad oltre mezzo secondo di distanza.

"Di solito parto più calmo, ma invece ho spinto subito perché ho trovato la giusta confidenza fin dai primi giri – ha detto il francese di Aprilia – Al Nurburgring ero vicino ai primi ma mi mancava ancora qualcosa. Domenica ci aspettano due gare calde, sotto tutti i punti di vista, e molto delicate per le gomme, che hanno poca aderenza. La lotta per il mondiale è accesa, non a caso nelle prime posizioni oggi ci sono i maggiori pretendenti al titolo".

Soddisfatto anche Marco Melandri, secondo ma autore del miglior passo in prova. La rincorsa al titolo da parte del ravennate (a 30 punti da Sykes), è partita con il piede giusto.

"Oggi è andata abbastanza bene anche se é stato, comunque, abbastanza difficile – ha detto "Macio" – Le condizioni erano molto diverse da quelle che ricordavo, l’asfalto non aveva grip e le righe bianche erano come sapone, forse anche a causa del forte caldo. Stamattina, alla curva 2 ho rischiato di cadere e, dopo aver visto molte cadute, ho preferito non rischiare".

Come il resto della concorrenza, Melandri non ha ancora deciso che mescola adottare.

"Con il passo di gara siamo messi abbastanza bene e, anche con gomme usate, sono riuscito a essere costante. Nel pomeriggio, verso la fine del turno, ho messo una nuova gomma ma non mi ci sono trovato bene, sarà complicato decidere la gomma giusta per la gara, abbiamo ancora del lavoro da fare".

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti