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MotoGP, Marquez: mi sono salvato a occhi chiusi

"Una caduta evitata grazie al gomito". Lorenzo: "bene il cambio, ma problemi inaspettati"

La migliore difesa è l’attacco. Sembra essere il motto di Marc Marquez, che per non pensare alla pressione di guidare la classifica guida la sua RC213V come sempre, velocemente e da funambolo. “So che devo arrivare in fondo a ogni gara per il titolo – dice – ma in MotoGP per stare davanti devi essere molto veloce, quindi la mia mentalità non cambierà di una virgola”. Non sono solo parole, il piccolo diavolo l’ha dimostrato coi fatti quando ha rischiato di volare a terra per volere provare il limite della gomma dura all’anteriore. “La morbida si muoveva troppo e ho montato l’altra mescola – racconta – Ero al secondo giro, mi sono salvato puntando il gomito a terra. Ho chiuso gli occhi e quando li ho riaperti ero ancora in piedi”.

Facile, come la sua velocità a imparare il circuito, “solo nella curva 9 ho qualche problema. Si entra a 280 km/h, i riferimenti sono completamente diversi da quelli che avevo in Moto2 e in quel punto non sono ancora costante”, fa il perfezionista. Marquez è in forma smagliante, “la spalla non è una scusa se qualcosa andrà male”, e tiene d’occhio i suoi avversari. Le Yamaha innanzitutto, “il passo di Lorenzo è molto buono – analizza – e anche Valentino si è dimostrato veloce. Siamo tutti vicini, in uno o due decimi per quanto riguarda il ritmo”. Poi Pedrosa, “qui deve vincere e prova sempre a battermi”.

Attento, ma non preoccupato. “Non ho seguito le M1 e non posso sapere quale vantaggio abbiano col seamless. Ma non mi importa io mi fido della Honda” sottolinea. Jorge Lorenzo invece punta sul nuovo cambio, tanto da dichiarare che “se lo avessimo avuto prima, in qualche gara avrei potuto fare la differenza”. Se lo gode adesso, “sapevo cosa aspettarmi, ma questa è la prima volta che lo uso in un GP – spiega – Sono contento, è sicuramente un miglioramento anche se non enorme. Rende la moto più stabile”.

Qualche problema invece gliel’ha dato la pista. “Non so se sia colpa delle condizioni dell’asfalto o di qualche regolazione non azzeccata, ma ho qualche problema sia in inserimento che in accelerazione – spiega – Domani dovremo capire cosa e come migliorare. Mi servono ancora due o tre decimi sul passo”. Perché l’obiettivo è sempre quello di battere le Honda, “e per farlo bisogna stare loro vicini fino dall’inizio”.

Di molte meno parole è Dani Pedrosa, autore di una partenza a razzo, lui che di solito è più attendista. “Ho avuto solo qualche problema di trazione, ma per essere il primo giorno direi che è andata bene – dice – So che dovrò  tentare di stare davanti a Marquez, domani le qualifiche saranno un traguardo importante per riuscirci”.

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