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Moto3, Marini: è vero, sono più bello di Vale

"Intelligente non so, ma a scuola vado meglio. A Misano voglio imprare e divertirmi"

Finito il primo turno di prove libere alla tenda che fa da box a Luca Marini accorrono in massa i piloti della Rookies Cup. Uno sguardo alla moto e un saluto agli amici venuti a dargli il proprio sostegno. Il primo passo nel Mondiale è stato fatto, “ero emozionato prima di entrare in pista – dice Luca – Ma una volta dentro mi sembrava di correre nel CIV, era tutto uguale. Era come una partita alla Playstation, in mezzo a quei piloti che vedevo in tv. L’unica cosa importante è dare il gas, come sempre”.

Prima di arrivare hai chiesto qualche consiglio?

Ho parlato con Antonelli, siamo molto amici e mi ha svelato qualche segreto della pista”.

E’ andato tutto come ti aspettavi?

“Esattamente. Niccolò mi ha detto che qui si va forte dal primo turno, io invece ci metto sempre un po’ a prendere il ritmo, prima voglio avere tutto sotto controllo”.

Quindi nessuna sorpresa?

Mi aspettavo ci fossero meno giornalisti (ride). Ogni tanto tutta questa attenzione rischia di farti perdere concentrazione, ma so che è una parte di questo mondo. Bisogna solo abituarsi”.

E tutti ti chiedono di Valentino.

Sì, ma a me non pesa. Lui è mio fratello ed è tutto normale dal mio punto di vista”.

Ieri ha detto che sei più bello e intelligente di lui.

Bello sicuramente (ride). Intelligente non so, vado meglio di lui a scuola”.

Fai il liceo scientifico.

E mi piace, siamo una bella classe. Non so se continuerò con l’università, diciamo che è una strada aperta nel caso non diventassi un pilota”.

Questa gara rappresenta una svolta per te?

Il valore di un pilota non si misura in una gara, ma nel corso di un’intera stagione. Il mio obiettivo questo fine settimana è imparare il più possibile e poi voglio anche divertirmi”.

E’ quello che fai anche al Ranch, dove siete in molti ad allenarvi con Valentino.

Potere stare tanto in sella è sempre un vantaggio, ma soprattutto siamo un bel gruppo di amici, stiamo insieme e ci divertiamo. Possiamo contare l’uno sull’altro quando ci sono dei problemi, è importante anche dal punto di vista psicologico”.

Valentino vi fa da maestro?

Non proprio, quando gareggiamo non ci sono differenze. A volte però gli chiediamo dei consigli e lui è sempre molto disponibile a darci una mano”.

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