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SBK, Italiani sul mercato: il tempo stringe

Melandri, Fabrizio e Giugliano ancora senza contratto per il 2014. Gli scenari possibili

A quattro gare dal termine del campionato Superbike, Marco Melandri, Michel Fabrizio e Davide Giugliano non hanno ancora firmato un contratto per la prossima stagione. Il trio di azzurri ha mostrato, chi più e chi meno, la propria competitività in più di un'occasione, mancando semmai in termini di costanza di rendimento. Per usare una metafora pirandelliana, tre personaggi in cerca di autore (o meglio, di una compagnia), ansiosi di recitare un ruolo da protagonisti tra le derivate di serie.

MELANDRI: APRILIA O HONDA – Il ravennate, terzo in classifica a 30 punti da Tom Sykes, ha sempre indicato la moto di Noale come obiettivo principale per il 2014 dopo la notizia del ritiro di BMW. L'accordo di massima c'è, ma per ora è rimasto verbale e non scritto. Alla sua porta ha quindi bussato anche Honda che, in attesa di svelare alcune novità tecniche al Salone di Milano, sta cercando di rafforzare la propria formazione per tornare a lottare per un titolo che manca dal 2007. Non è una novità che, dal punto di vista tecnico, la RSV4 offra più garanzie ma, per quanto piccola, rimane la possibilità che "Macio" salga sulla CBR del team Pata, sponsor che vuole fortemente un pilota italiano.

FABRIZIO: QUATTRO GARE PER RILANCIARSI – Dopo aver centrato un podio all'esordio a Phillip Island, Michel Fabrizio ha vissuto una stagione difficile e sotto le aspettative. Dalla sua, il romano ha la solidità dei risultati: sempre a punti nelle 19 manche fin qui disputate, Fabrizio è il primo pilota "satellite" in classifica, con 156 punti. Dopo il divorzio con il team Red Devils, il 27enne di Frascati correrà le restanti gare sulla CBR schierata da Ten Kate, che al momento non ha rinnovato il contratto né a Rea né ad Haslam. Come nel caso di Melandri, il passaporto gioca a suo favore per lo sponsor, ma Fabrizio dovrà guadagnarsi i galloni sul campo di battaglia, con solo otto gare rimaste, da correre con la mente sgombra per rilanciare la propria candidatura.

OUTSIDER GIUGLIANO – Il 23enne romano ex-campione della Stock1000, alla sua seconda stagione in classe regina, ha mostrato indubbio talento: gli acuti sono rappresentati dalla prima Superpole ottenuta a Mosca ed il secondo posto ad Imola, le stecche dai sette ritiri. Al traguardo, il giovane gladiatore ha spesso e volentieri comandato la pattuglia di piloti su moto private, precedendo in più di un'occasione diversi piloti ufficiali, ma le numerose cadute hanno messo a dura prova sia la sua fiducia che il budget della squadra. Alla vigilia del Nürburgring, il clima all'interno del box Althea non era dei più sereni, ma Giugliano ha risposto con due piazzamenti solidi (quinto e sesto) che ne dimostrano la crescita non solo tecnica ma anche psicologica. Se riuscirà a confermarla negli ultimi quattro GP, potrebbe invogliare un team ufficiale ad investire su di lui, una piccola speculazione che, senza sborsare ingaggi faraonici, potrebbe rendere molto bene. Comunque, in caso andasse in porto la trattativa tra il team manager Genesio Bevilacqua e MV Agusta, una delle due moto sarebbe quasi certamente sua. In caso invece Althea proseguisse per la moto unica, il romano dovrebbe contenderla a Carlos Checa. Lo spagnolo ha vinto il titolo con Althea nel 2011, e le due parti si sono recentemente riavvicinate.

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