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Safety Commision anche in SBK

Formalizzata a Silverstone. Checa, Rea, Guintoli, Melandri e Rolfo i rappresentanti

Questa volta i piloti sono stati ascoltati e avranno la loro Safety Commision, anzi si è addirittura già riunita per la prima volta. In Superbike, a differenza della MotoGP, non esisteva infatti un organo composto dai piloti che potesse riunirsi e fare le proprie proposte in termini di sicurezza. La richiesta di formarla era arrivata da più parti, soprattutto dopo l’incidente mortale di Antonelli a Mosca. Anche l’ultimo round in Germania ha poi mostrato gravi carenze per quanto riguarda le protezioni nelle cadute di Camier e Rea.

La Federazione Internazionale, insieme alla Direzione Gara del Campionato, si era riunita a Silverstone con tutti i piloti per formalizzare la creazione di una Safety Commission composta esclusivamente dai piloti da affiancarsi a quella esistente. Nell’occasione ne sono stati eletti anche i rappresentanti (quattro per la Superbike e uno per la Supersport) che saranno gli interlocutori della Direzione Gara, anche per quanto riguarda la Superstock che non ha rappresentati diretti.

La prima riunione della neonata commissione si è già tenuta lo scorso fine settimana al Nürburgring, ed è composta da Sylvain Guintoli, Marco Melandri, Jonathan Rea, Carlos Checa e Roberto Rolfo. Si affianca così alla Safety Commission esistente e formata da Igor Eskinja (FIM Safety Officer), Gregorio Lavilla  -(WSBK Sporting Director), Giulio Bardi  (rappresentante dei team e dei piloti), Gianfranco Carloia  (WSBK Race Director) e Daniel Carrera (WSBK Championship Director).

La Superbike in questo modo di allinea a quanto succede in MotoGP già da qualche anno, dove la Safety Commission fu creata da Loris Capirossi e Valentino Rossi e si riunisce regolarmente ogni venerdì. Non senza qualche problema, visto che i piloti che vi prendono parte sono sempre meno, come lamentava Dovizioso qualche giorno fa. Oltre ad Andrea, sono sempre presenti solo Rossi, Crutchlow e Smith. Un numero limitato considerando che il lavoro della commissione riguarda tutti.

I piloti della Superbike hanno l’occasione per fare meglio e non c’è nessun motivo per dubitare che lo faranno. Del resto il campionato delle derivate di serie è stato spesso nell’occhio del ciclone per misure di sicurezza poco adeguate, o decisioni che hanno fatto sollevare i piloti. In Germania, ultimo caso, le protezioni nella curva dove sono caduti Rea e Camier erano insufficienti. Lavoro da fare ce n’è e la voglia non manca.

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