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MotoGP, Rossi e Pedrosa: diversamente secondi

Dani e Valentino soffrono i due compagni di squadra, ma è una delle poche analogie

Il motociclismo non è il calcio” diceva qualche giorno fa Lorenzo, spiegando che dai compagni di squadra o di marca non ci si può aspettare nessun aiuto. Salvo rari casi, ha ragione. Una massima vecchia come le gare, ma comunque vera, recita anzi che il primo avversario è il pilota con cui si divide il box. Quello con la stessa moto, perché significa che se gli arrivi dietro la colpa è solo tua. Due terzi di stagione, non sono serviti solo a delineare chi potrà giocarsi il mondiale, ma anche le gerarchie interne ai team.

In casa Yamaha era prevedibile che Rossi avrebbe sofferto la presenza di Lorenzo, il campione del mondo in carica e il miglior interprete della M1. I pronostici non sono stati delusi e Valentino è ancora un passo indietro al compagno di squadra. Diversa la situazione in Honda, dove alla vigilia della stagione il favorito era Pedrosa. Aveva terminato il 2012 vincendo gare a ripetizione e doveva vedersela con ‘solo’ un debuttante. Ma le cose sono andate diversamente.

LA TEORIA DEI NUMERI - Dani e Vale sono i ‘numeri 2’ delle rispettive squadre e questa volta le crude cifre dicono poco se non correttamente interpretate. Pedrosa ha 30 punti di distacco da Marquez, Rossi 38 da Lorenzo nel mondiale. Cifra simile ma con altri significati. Lo spagnolo è stato infatti vittima di un incidente che gli ha fatto saltare una gara e faticare nelle altre, l’italiano ha invece potuto ‘sfruttare’ l’infortunio di Jorge per ravvicinarlo in classifica. Infatti il Dottore ha tagliato il traguardo davanti a Jorge in sole due occasioni: ad Assen, dove il maiorchino corse con una spalla appena operata, e a Laguna Seca, dove Lorenzo era ancora in piena convalescenza. Anche Dani non ha battuto in gara Marc molte volte, escludendo il Mugello dove il piccolo diavolo cadde, solo tre: a Jerez, a Le Mans e a Barcellona. I primi due GP sono anche gli unici vinti dal catalano nel 2013.

Valentino Rossi e Dani PedrosaDESTINI INCROCIATI MA DIVERSI - Valentino come Dani? Per niente. La differenza è tutta nella loro velocità. Rossi sulla Yamaha sta soffrendo più del previsto ed è lui stesso ad ammetterlo, “Jorge è più bravo di me in questo momento”. Gli manca una manciata di decimi, dai 3 ai 5 a seconda dei circuiti, che a fine gara portano a dei distacchi pesanti, considerando la parità di moto. I nuovi pneumatici, il nuovo modo di interpretare la gara spingendo dai primi giri, l’età, sono tutti elementi che portano al gap di cui soffre.

Anche Pedrosa, al termine della gara ha spiegato la diversa strategia rispetto al passato: “una volta si partiva calmi, poi un certo punto si guardava l’orologio e di diceva ‘si è fatto tardi, è ora di andare’ e si spingeva - l’ironico racconto – Ora è tutto diverso”. La differenza è che attualmente, Dani è forse il più veloce pilota in pista, o almeno lo è stato negli ultimi due GP. Al primo giro, a Silverstone, aveva perso 2 secondi da Marc e Jorge e li ha recuperati nel giro di qualche tornata. Anche a Brno il suo passo era quello di riferimento. Gli manca però quella cattiveria, agonisticamente parlando, che è la caratteristica degli avversari e forse un briciolo di lucidità nell’interpretazione della gara. In questo senso ha commesso sempre qualche errore nelle due ultime gare, ed è stato lui il primo ad ammetterlo.

UN FUTURO DA LEADER? - Le due posizioni sono diverse, ma in qualche modo simili. Non è l’aspetto tecnico il problema, ma devono lavorare ancora entrambi su se stessi. L’impresa è senza dubbio più facile per Dani, che deve solo ritrovare quelle convinzioni che ha dimostrato già più di una volta di avere. Deve togliersi di dosso quell’etichetta di campione mancato, perché mai nessuno prima di lui era stato così tanto tempo nel team ufficiale MotoGP senza vincere un titolo. Le carte in mano ce l’ha tutte, deve solo giocarle al momento giusto.

Più difficile la situazione di Valentino. Non è lontano da Jorge, è vero, ma questo distacco non accenna a diminuire. Se sia un problema di box, di motivazioni o di età, solo lui può saperlo. Potrebbe bastare magari solo un po’ più di tempo, ma la stagione sta finendo. Entrambi sono riconfermati per il prossimo anno, iniziarlo da secondi non piace a nessuno.

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