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SBK, Nürburgring: il bello, il brutto, il cattivo

Melandri invoca Atena, Rea e Camier Asclepio. Campionato riaperto

Al rientro dalle vacanze, i piloti del campionato Superbike hanno ricevuto un accoglienza fredda sia in termini di temperatura che di pubblico (meno di 30mila presenze nell'arco del fine settimana), ma ciò non gli ha impedito di scaldare muscoli e motori. A quattro gare dal termine, la febbre per la lotta al titolo ha superato le temperature di guardia, e solo quelli con la fronte più fredda hanno attraversato indenni l'Inferno Verde.

IL BELLO – La SBK è da sempre sinonimo di gare equilibrate, e la tappa tedesca non ha fatto eccezioni. Prima di una Superpole anomala influenzata dall'arrivo tardivo della pioggia, il cronometro indicava ben 11 piloti in meno di un secondo in qualifica, a loro volta rappresentanti di sei Case su sei. Anche Gara 1 rispettava le aspettative della vigilia, con Kawasaki, BMW, Honda e Suzuki nelle prime cinque posizioni prima della caduta di Rea e Camier.

IL BRUTTO – Carlos Checa si è guadagnato sul campo il soprannome di "Toro", ma quello sceso in pista in qualifica sembrava piuttosto un timido agnello. Che la Panigale debba crescere non è in discussione, ma una caduta nelle Q1 ed il diciottesimo tempo nelle Q2, a quasi un secondo e mezzo dal compagno di squadra e dietro persino alla wild-card Smrz, sono difficili da giustificare. Dopo anni felici, il matrimonio con Ducati sembra vicino ad una separazione solo parzialmente amichevole. Intanto, il flirt con Kawasaki (schierata dagli amici spagnoli di Provec) si sta facendo serio.

IL CATTIVO – Al termine del fine settimana, la lista dei piloti feriti al Nürburgring assomigliava pericolosamente a quella di un bollettino di guerra. Dopo la brutta caduta di Polzer nella Q2 della Supersport, Jonathan Rea e Leon Camier se la sono vista brutta in Gara 1 della SBK. Il primo ha un femore fratturato, il secondo ha rimediato una brutta botta al collo. Vista la dinamica dell'incidente, tutto sommato è andata bene. Questo non vuole dire che non si possa fare di più. Se si tratti di una maggiore sensibilizzazione dei piloti, o di una revisione delle procedure del personale tecnico e di sicurezza lo lasciamo a giudizi più competenti, ma l'esperienza di certe figure chiave in Dorna e FIM dovrebbe essere applicata anche a quello che sta diventando un problema.

LA DELUSIONE – Nonostante abbia messo in carniere un secondo ed un terzo posto, la sensazione è che Marco Melandri non abbia sfruttato in pieno il proprio potenziale. Il primo a confermarlo è stato proprio il ravennate, con dichiarazioni fataliste a caldo poi rielaborate con un cauto ottimismo. Con 200 punti in palio e trenta da recuperare, il titolo è ancora possibile. Però bisogna crederci.

LA SORPRESA – Nel fortunale che si è abbattuto sul Nürburgring in concomitanza con la Superpole, la Panigale di Ayrton Badovini ha tuonato come un baleno vermiglio mentre gli avversari navigavano a vista sotto nuvole grigie. Le schiarite successive hanno purtroppo sorpreso l'equipaggio di Ducati in bonaccia ma, in una stagione simile ad un naufragio, il biellese ha lanciato una scialuppa di salvataggio. Ci sarà posto per tutti?

IL SORPASSO – Difficile scegliere tra due manche della SBK più tranquille del solito anche a causa delle diverse defezioni. La lotta a tre per la vittoria in Gara 1 e 2 ne ha comunque offerti diversi. Pregevole quello di Melandri su Sykes all'inizio dell'ultimo giro della prima gara. Anche il più amaro, perché vanificato dalle bandiere rosse. Notevole anche la rimonta di Giugliano, partito dalla tredicesima casella ma primo pilota "privato" al traguardo in entrambe le occasioni. Il più bello però rimane probabilmente quello di Leandro "Tati" Mercado a Sylvain Barrier, che per di più giocava in casa, sul finale della Stock1000. Vamos, vamos, Argentina!

L'ERRORE – La caduta di Eugene Laverty in Gara 1, non fosse stato per il quindicesimo posto ottenuto grazie ai ritiri, avrebbe marcato la sesta chiusura senza punti per il pilota Aprilia quest'anno. Il talento c'è, manca semmai la capacità di gestirlo al meglio. "Sono stato il mio peggior nemico quest'anno, ho commesso troppi errori", ha ammesso candidamente il pilota di Toomebridge a fine giornata. Il secondo posto in Gara 2 denota comunque una buona capacità di reazione. Un buffetto sulla guancia, ed un applauso di incoraggiamento per questo ragazzo che sogna il motomondiale.

LA CONFERMA – Se le giovani leve stentano a emergere in MotoGP, lo stesso non vale per la SBK. Il podio tutto italiano nella Stock600 ne è la conferma, ed ora Morbidelli comanda la classifica davanti a Gamarino.

IO L'AVEVO DETTO – "Ora mi sento pronto ad affrontare la battaglia per il campionato in queste ultime cinque tappe. E' la volata finale della stagione…", aveva dichiarato l'allora leader in classifica Sylvain Guintoli alla vigilia. Il francese, anche a causa dei guai alla spalla, ha fatto della costanza la sua arma migliore ma manca dal podio da Imola. A quattro gare dal termine, però, il catenaccio non basta più. È ora di tornare all'attacco.


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